La curva epidemiologica ha rallentato la sua corsa, i provvedimenti attuati dal Governo e la classificazione dell’Italia nelle 3 fasce sembrano aver funzionato ma guai a considerare la battaglia finita e vinta. In vista del prossimo Natale il diktat rimane quello di non vanificare tutti gli sforzi fatti fin qui.

Il 3 dicembre scadrà il dpcm firmato dal premier Conte il 3 novembre scorso e bisognerà stilarne uno nuovo in vista delle feste natalizie. Possibile che ne vengano firmati anche due, uno in vigore fino alla vigilia di Natale e l’altro dalle feste in poi, ma questa al momento resta soltanto un’ipotesi ancora al vaglio del Governo.

Tutto fa comunque credere che il primo e ultimo, come quasi tutti gli epidemiologici sono concordi nel definirlo, Natale segnato dall’emergenza coronavirus sarà di colore “giallo”. Anche per la Regione Puglia che dal 3 dicembre potrebbe non essere più zona arancione.

In tutta Italia e nella nostra Regione ci saranno allentamenti consistenti per far ripartire l’economia, a ridosso di uno dei periodi più redditizi dell’anno.

I negozi potrebbero abbassare le proprie serrande alle 22 per garantire una minor affluenza ed evitare file agli ingressi mentre i centri commerciali riapriranno nel fine settimana rispettando però lo scaglionamento agli ingressi.

Apertura serale per ristoranti, bar e pub ma sempre con un numero massimo di 4 persone al tavolo. Difficilmente questa deroga verrà mantenuta durante i giorni festivi.  Il coprifuoco delle 22 potrebbe essere prolungato alle 23 o a mezzanotte, per le sere del 24 e del 31 si valuta anche l’ipotesi dell’una.

Le regioni resteranno con ogni probabilità chiuse. No all’esodo dal Nord Italia al Sud, la paura è che si permetta così al virus di circolare, possibile che vengano stabilite alcune deroghe o che i movimenti possano riguardare solo specifiche zone.

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