Coprifuoco alle 21, stop a musei e mostre, didattica a distanza per le scuole superiori (in Puglia al momento è valida per tutti), chiusura dei ristoranti la domenica e dei centri commerciali nel weekend, eccezione di farmacie, parafarmacie, negozi di alimentari tabacchi che si trovino all’interno dei centri, capienza del trasporto pubblico ridotta al 50%.

Sono queste le nuove limitazioni previste nel nuovo dpcm che dovrebbe essere firmato martedì e che dovrebbe entrare in vigore a partire da mercoledì 4 novembre. Il confronto tra Regioni e Governo comunque è ancora in corso, dopo l’intervento di Conte alla Camera.

Queste nuove regole verranno applicate su tutto il territorio nazionale, mentre altre scatteranno in automatico per le aree a rischio, individuate in base all’indice Rt. Le Regioni infatti saranno suddivise in 3 fasce: verde, arancione e rosse in base agli scenari di rischio.

L’indice Rt non è però l’unico criterio che verrà applicato. A definire la classificazione di una Regione in una di queste aree ce ne saranno altri 21, che definiranno un coefficiente di rischi, come il numero dei casi sintomatici, i ricoveri, i casi nelle Rsa, la percentuale di tamponi positivi, il tempo medio tra sintomi e diagnosi, il numero di nuovi focolai, l’occupazione dei posti letto sulla base dell’effettiva disponibilità.

A determinare l’inserimento di una Regione in una delle tre fasce sarà il ministero della Salute, sulla base di un monitoraggio settimanale, coordinato con il presidente della Regione stessa.

Se una Regione dovesse entrare nella categoria arancione, scatteranno in automatico misure più restrittive a quelle nazionali che saranno valide per tutti, in quella rossa le misure si farebbero ancora più rigide. Possibile la chiusura delle scuole (per la Puglia è già valida l’ordinanza fino al 24 novembre della dad per tutti), dei negozi, dei parrucchieri oltre a bar e ristoranti.

Queste misure, va precisato, non sono ancora state confermate. Nella pubblica amministrazione lo smart working potrebbe essere applicato per intero ad eccezione dei servizi pubblici essenziali.

Sul coprifuoco a livello nazionale c’è ancora dibattito. Conte ha parlato di “ora tarda”, dopo il confronto la scelta con ogni probabilità ricadrà sulle 21. Ma ci sono pareri contrari, c’è chi ad esempio vorrebbe spostarlo alle 22.

La certezza è che tornerà così l’autocertificazione con gli spostamenti, consentiti solo per “comprovate esigenze” e dunque motivi di lavoro, salute oppure urgenza, che dovranno essere giustificati.

 

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