Il ritorno alla normalità sembra essere più vicino grazie anche al vaccino, novità importanti sono previste anche per il mondo della scuola.

Il dpcm firmato dal premier Conte lo scorso 3 novembre impone a livello nazionale la didattica a distanza solo per gli studenti delle scuole superiori e le lezioni in presenze per asili, scuole primarie e medie, mentre in Puglia regna ancora la confusione dopo l’ordinanza di Emiliano che permette, a chi lo ritiene opportuno, di ricorrere alla dad.

A prescindere da polemiche, ricorsi al Tar e sentenze, gli studenti delle scuole superiori sono pronti a tornare in aula. La data da cerchiare in rosso è quella del 7 gennaio, al rientro dalle vacanze invernali. Le prime e le quinte classi potrebbero bruciare i tempi e rientrare in aula anche il 9 dicembre ma questa al momento resta soltanto un’ipotesi.

Il Governo e la ministra Azzolina hanno un mese e mezzo di tempo per definire un piano che questa volta non trovi nessuno impreparato soprattutto su trasporti e tracciamento dei contagi.

Anche il Comitato tecnico scientifico spinge per riaprire le suole superiori. “Considerate le conseguenze devastanti su bambini, ragazzi, adolescenti e la società nel suo insieme, le chiusure scolastiche dovrebbero essere considerate come l’ultimo provvedimento, temporaneo e solo locale, nel caso in cui l’epidemia non possa essere gestita con diverso approccio – si legge in un verbale -. Le chiusure hanno un impatto negativo sulla salute dei ragazzi alterando il loro benessere affettivo e sociale”.

“In Francia e Inghilterra gli istituti di istruzione sono rimasti aperti e in Campania, da marzo ad oggi, la maggior parte degli studenti ha fatto 14 giorni di lezioni in classe”, conclude il Cts.

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