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L’ANP, associazione nazionale presidi, ha inviato una lettera al premier Giuseppe Conte per chiedere al Governo di intervenire per la revoca dell’ordinanza della Regione Puglia sulla chiusura delle scuole fino al 24 novembre.

Secondo il nuovo dpcm infatti la didattica a distanza è prevista al 100% solo per le scuole superiori, in Puglia al momento è in vigore per tutti gli ordini e gradi, asili esclusi.

In una nota emanata nella serata di ieri il governatore Michele Emiliano ha ribadito la validità della propria ordinanza, dopo l’annuncio contradditorio dell’assessore Lopalco poche ore prima, fino ad espressa richiesta di revoca da parte del Governo nazionale.

“Chiediamo un intervento urgente vista la confusione nell’interpretazione dei ruoli istituzionali e tecnici contenuta negli atti e nelle dichiarazioni del nostro governatore anche perché il 6 novembre non sapremmo più quale disposizione applicare, dovendo far fronte anche ai genitori dei nostri alunni, giunti anch’essi al limite della umana sopportazione dopo i reiterati annunci e contro annunci di misure diverse”, si legge nella lettera.

Intanto il il Codacons di Lecce ha annunciato di avere presentato con un gruppo di genitori di alunni di scuole elementari, medie e superiori, un ricorso al Tar contro l’ordinanza della Regione Puglia che ha sospeso l’attività didattica in presenza di tutte le scuole.

“Appare veramente paradossale che il presidente della Regione in estate abbia deciso l’apertura delle discoteche con tutto quello che tale scellerata scelta ha portato con sé, e in autunno decida impunemente e contro il parere del governo e della più elementare logica la chiusura indiscriminata delle scuole – scrive Codacons -. Dopo le disposizioni, pure molto più restrittive in generale, contenute nel nuovo DPCM, con un’arroganza senza pari, il presidente Emiliano e l’assessore Lopalco hanno subito annunciato che l’ordinanza resta in vigore. Una situazione inaccettabile”.

Polemiche sollevate anche dalla CGIL. “Il caos di queste ore che stanno vivendo le famiglie di studenti pugliesi e gli stessi lavoratori della scuola si sarebbe evitato con un confronto tra Regione, governo e parti sociali – attacca il segretario generale pugliese Pino Gesmundo . Sosteniamo la richiesta alla Regione di un incontro da convocare con estrema urgenza con le categorie della scuola. Non siamo disponibili a sopportare ulteriori fughe in avanti del presidente della Regione”.

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