Didattica in presenza, in contemporanea, a distanza asincrona o sincrona, giustificazioni, ricorsi al tar, dpcm e ordinanze. Il mondo della scuola è avvolto in un vortice di polemiche che diventa sempre più grande con il passare delle ore.

A Foggia sono addirittura intervenuti i Carabinieri per sedare una rissa, scoppiata davanti alla scuola elementare San Pio X, tra 7 mamme e la Dirigente Scolastica.

In questo plesso è garantita la didattica a distanza sincrona, vista da alcuni genitori però come un’intrusione nella privacy dei loro piccoli. All’origine della rissa ci sarebbe proprio questo diverso scambio di vedute.

Insomma, non si riesce mai a trovare il bandolo della matassa. Insegnanti, presidi e genitori, tutti sono vittime di questa grandissima confusione.

“Sicuramente quello che sta succedendo sta generando un ulteriore conflitto tra gli stessi genitori e tra loro e le istituzioni scolastiche, che fa solo male a tutti. Non deve diventare una questione personale, dietro ognuno di noi c’è un vissuto e delle esigenze che l’altro non può sapere e che ognuno ha la libertà di non voler condividere, ma tutte devono essere rispettate con delicatezza – afferma Daria Cascarano, portavoce del comitato Articolo 34 – genitori per la scuola -. Non volendo privare i figli al costituzionale diritto allo studio, che in questa maniera non si può garantire, ed essendo una facoltà che il ministero ha concesso dato che comunque la scuola per legge nazionale deve permettere la presenza, pur apprezzando gli sforzi dei dirigenti e di tutto il corpo docenti, dobbiamo capire come risolvere il problema tecnico che gli istituti hanno con la fibra di connessione per consentire la didattica mista, adesso per la maggior parte del territorio impossibile. In questo modo non dovremmo essere noi genitori costretti a scegliere, ma con serenità, decidere senza condizionamenti”.

“Tecnicamente la modalità doveva essere mista, i docenti si sarebbero dovuti collegare dall’istituto per legge perché noi non siamo ufficialmente in lockdown e gli istituti scolastici devono essere aperti – continua -. Il docente doveva trovarsi in presenza nell’istituto e da lì collegarsi, senza problemi per eventuali supplenti. La situazione è più complessa non si tratta solamente di buona volontà che indubbiamente c’è da parte di tutti, e questo non viene messo in discussione, ma di una situazione ufficiale che non può essere aggirata sulla pelle dei singoli. Proprio perché dobbiamo supportare la scuola e ne apprezziamo l’impegno, bisogna cercare di aiutarli nel adeguare gli istituti senza che nessuno, compreso i docenti, debbano sacrificarsi troppo e dover utilizzare le loro risorse personali (utilizzando dispositivi, device e giga).

“Infatti il principale problema è che molti istituti, pur essendo dotati per contratto della giusta potenza di fibra, hanno le centraline di distribuzione troppo lontane e quindi il segnale si disperde mentre dialoga con i terminali – afferma la Cascarano -.  Devono essere fatti lavori strutturali che richiedono risorse economiche e tempo. Ma il governatore Michele Emiliano quando ha scritto l’ordinanza aveva chiara la situazione delle sue strutture scolastiche pugliesi? Da i suoi successivi comunicati sembra proprio di no. Deve essere disposta una conferenza di servizio permanente che vagli la situazione di ogni istituto del territorio e immediatamente supporti gli stessi per l’adeguamento tempestivo”.

“Ci troviamo di fronte ad una situazione che si protrarrà nel tempo e deve essere affrontata in maniera più organica e strutturale. Questo potrebbe essere il futuro che dovremo vivere per un po’ e se non lo gestiamo cercando di avere le condizioni meno stressanti sarà impossibile da sopportare e supportare in continuità. La visione che bisogna avere è di lungo termine, purtroppo – conclude -. Siamo di fronte ad un momento epocale della storia dove la struttura della società in tutte le sue manifestazioni se non si adeguerà nella maniera idonea soccomberà inevitabilmente. Le disuguaglianze sociali aumenteranno e in territori degradati come i nostri l’analfabetismo aumenterà così come la delinquenza tra i giovani. Se è vero che la storia ci insegna dobbiamo essere veloci nell’affrontare questa situazione con delle politiche con una visione di ampio raggio, altrimenti la guerra civile sarà inevitabile”.

 

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