«Quando proponemmo, all’inizio dell’estate, di fare tre grandi strutture di terapia intensiva, una a nord, una al centro e una a sud della Puglia e il Ministero ci disse: “No, rafforzate le strutture degli ospedali che già avete” era chiaro che trasmettevano l’idea che questa seconda ondata non avrebbe avuto le caratteristiche catastrofiche di marzo-aprile. Certo, non è andata così. È stata un’ondata dodici volte più alta di quella di marzo e aprile per numero di contagiati e per problematiche sanitarie annesse». Lo ha detto il presidente della Puglia, Michele Emiliano, nel suo discorso durante la seduta di insediamento del nuovo Consiglio Regionale.

«Per quanto ci stiamo sforzando di fare nuove assunzioni, e ne abbiamo fatte tantissime, il personale sanitario ha un limite tecnico. Non riusciamo a trovare figure professionali – ha sottolineato – tant’è che ci stiamo rivolgendo anche a Paesi esteri per cercare anestesisti, pneumologi, infettivologi e medici di medicina generale. A causa di quanto accaduto nei decenni passati, altre regioni fanno meno fatica di noi, perché hanno 15-20mila unità di personale in più a parità di esigenze».

«Stiamo trasformando progressivamente tutti gli ospedali. Qualcuno dice: “Ma perché non riapri l’ospedale militare?”. Con quale personale? Noi dobbiamo convertire gli ospedali che hanno il personale. Perché se tu converti gli ospedali e non hai il personale . ha spiegato Emiliano -, è inutile convertirli. Siccome vi ho detto che li stiamo importando dall’estero i medici, è evidente che, per ottenere la riconversione a Covid, bisogna sospendere alcune attività e chiedere ai medici, agli infermieri, agli operatori sanitari, che già sono in quell’ospedale, di fare un altro lavoro».

«Sono mesi e mesi che tutto il sistema sanitario pugliese è sottoposto a uno stress senza precedenti – ha ricordato -. Ad agosto abbiamo dovuto recuperare tutti i budget di salute ordinaria che il Covid aveva sospeso. Quelle stesse persone, hanno riaperto tutti i reparti ordinari e, approfittando della tregua che il Covid ci ha dato, hanno cominciato a curare le altre malattie. Il raddoppio delle strutture sanitarie sembrava un orizzonte pazzesco. Raddoppieremo le terapie intensive, raddoppieremo i posti letto. Siamo già arrivati a tre volte. Il nostro Piano arriva a quattro. E speriamo che basti, perché nessuno ci dice qual è il giorno del picco».

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