“Non è una giornata bella, in particolare per molte aree del Paese ci sono cittadini costretti a un regime più restrittivo e penalizzante. La divisione del Paese in zone gialle, arancioni o rosse è una decisione presa per ridurre la velocità di un treno che sta correndo e che abbiamo già provato a fermare. Non stiamo dando schiaffi a nessuno, non c’è una volontà di penalizzare aree a scapito di altre. Se riusciamo a rallentare la curva del contagio potremo affrontare le prossime settimane con un margine di serenità”.

A dichiararlo in mattinata è il premier Giuseppe Conte, dopo l’entrata in vigore del nuovo dpcm. “Capisco il senso di ingiustizia degli imprenditori ma non fermiamoci solo ai protocolli – continua -. Con queste misure che abbiamo introdotto confidiamo che le restrizioni siano limitate a qualche settimana. Se riusciamo a contenere il contagio possiamo affrontare le settimane che ci aspettano con un margine di serenità”.

“Non ho mai detto che a Natale festeggeremo, brinderemo, ci abbracceremo tutti però far ripartire i consumi sotto Natale credo sarebbe molto più utile per l’intera economia nazionale, per tutti – chiarisce Conte -. Vogliamo che questa limitazione sia quanto più contenuta possibile nello spazio temporale, ecco perché siamo intervenuti adesso”.

“Anche perché altrimenti questo treno ci arriverebbe addosso, le conseguenze economiche sarebbero ben peggiori. I danni sarebbero molto più elevati e prolungati – conclude -. Ci siamo resi conto che i ristori già liquidati e i contributi a fondo perduto erano modesti, li abbiamo moltiplicati. Chi ha già ricevuto contributi li può raddoppiare fino al 200 per cento”.

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