Ristoranti chiusi a Natale e Santo Stefano, chiusura alle 18 per gli altri giorni, negozi aperti fino alle 21 per diluire le presenze e resta il coprifuoco alle 22 anche nei giorni di vigilia. Il Comitato tecnico scientifico, basandosi sul numero di pazienti ricoverati per coronavirus negli ospedali italiani, ha deciso di imporre una linea dura sulle feste natalizie, scongiurando quello che è accaduto in estate.

La frase del ministro Boccia, riguardo il far nascere Gesù Bambino due ore prima, ha scatenato diverse polemiche. Il ministro degli Affari regionali ha richiamato i governatori di centrodestra, da Fontana a Spirlì dicendo che non si può strumentalizzare la Chiesa per far saltare il coprifuoco. “Ma li vedete i numeri dei morti? Come si può pensare di allentare le misure? Va bene far ripartire il commercio, ma non possiamo rischiare la terza ondata a gennaio”.

Al momento l’idea è mantenere il coprifuoco alle 22 fino alle 6. Resta anche il divieto di circolazioni tra Regioni. Il motivo lo spiega il ministro Speranza: “Se consentissimo libertà di movimento il virus riprenderebbe a correre e il Sistema sanitario non reggerebbe. Per le vigilie di Natale e Capodanno si vuole evitare gli spostamenti notturni e i possibili assembramenti che potrebbero crearsi proprio nelle sere di festa”

Se le decisioni saranno confermate al momento di firmare il dpcm, i negozi potrebbero rimanere aperti al massimo fino alle 21, mentre si pensa di autorizzare l’apertura dei centri commerciali e dei grandi magazzini il sabato, la domenica e nei giorni festivi che precedono la pausa natalizia per favorire le attività commerciali.

Sarà vietato spostarsi tra le regioni anche se si trovano in fascia gialla. Sarà sempre consentito il ritorno nella propria abitazione di residenza. Il rientro nella propria Regione pare sarà consentito solo agli studenti. Si potrà andare nelle seconde case soltanto se si trovano nella stessa regione di residenza, che però deve essere in fascia gialla. Nelle zone rosse sono infatti vietati tutti gli spostamenti e in quelle arancioni è vietato uscire dal proprio comune. Per chi torna dall’estero sarà obbligatorio il tampone e scatterà la quarantena: non è ancora deciso se per tutti i Paesi o solo per alcuni.

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