Nel tardo pomeriggio di una giornata in cui non sono mancate le tensioni a vari livelli istituzionali, sono arrivate le prime conclusioni sul monitoraggio della pandemia da coronavirus nelle varie regioni italiane. Il ministro della Salute Roberto Speranza, secondo quanto appreso dall’ANSA, firmerà in serata un’ordinanza che – sulla base dei dati elaborati dalla Cabina di regia – prevede il passaggio in zona arancione di 5 Regioni: Abruzzo, Basilicata. Liguria, Toscana e Umbria a partire da mercoledì 11 novembre, stesso destino per la provincia di Bolzano. Non è automatico che la situazione resti immutata nelle altre regioni, i cui dati sono ancora oggetto di studio, basti pensare che la situazione della Campania sarà discussa domani.

Nel giorno in cui il rapporto tra tamponi e positivi si è attestato al 17,1%, l’attesa era tutta per la conclusione della cabina di regia, come noto legata alle misure restrittive applicate nei singoli territori in base alla fascia di rischio.

Giallo, arancione, rosso, nei giorni scorsi il malcontento e le polemiche politiche per la scelta sulla valutazione dei 21 parametri condividi tra Governo e Regioni, non sono mancate. Solo ieri, senza nemmeno aspettare le conclusioni del Comitato Tecnico Scientifico, il presidente dell’Alto Adige ha autoproclamato la sua regione “zona rossa” troppo grave l’andamento dei contagi per aspettare ancora.

Per tutto il giorno si sono susseguite fughe in avanti e anticipazioni di notizie, da Toti che postato su faccebook: “Da mercoledì Liguria diventa zona arancione per i prossimi 14 giorni. Me lo ha appena comunicato il ministro Speranza”, al collega abruzzese Marsilio che ha twittatato: “Il ministro Speranza mi ha anticipato poco fa l’esito della riunione che ha stabilito il passaggio dell’Abruzzo, insieme ad altre quattro Regioni – Umbria, Basilicata, Liguria e Toscana – nella zona arancione”.

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