foto di repertorio

Gli ultimi due incidenti mortali sulle strade baresi, hanno fatto riesplodere la necessità di promuovere in ogni modo l’invito a una guida responsabile. Non esiste un numero massimo di scene macabre da aver visto, per creare assuefazione alla morte.

Riceviamo e molto volentieri pubblichiamo la testimonianza di un poliziotto fuori servizio, apparentemente avvezzo a gestire situazioni simili, rimasto comunque traumatizzato dallo scenario lasciato sull’asfalto subito dopo il tremendo incidente in cui recentemente ha perso la vita una donna. La speranza, come sempre in questi casi, è quella che il racconto di un addetto ai lavori possa portarci tutti a riflettere.

LA TESTIMONIANZA – Buongiorno amico, finito il turno mi sono diretto verso casa, ma questa volta ho preso la tangenziale. Un caso, ero in moto. Ho visto una scena che non auguro a nessuno, un dramma che mi ha scosso profondamente, nonostante sia abituato ad avere a che fare con la morte.

In principio sembrava un incidente come gli altri. Non si vedeva nulla, soltanto un poliziotto che beveva un sorso d’acqua da una bottiglietta, accasciato vicino alla pattuglia, mentre il collega penso stesse vomitando. Ti assicuro che un’immagine così è davvero difficile da dimenticare. Man mano si è fatto largo davanti ai miei occhi uno scenario macabro. L’asfalto era tutto rosso, perdona la ruvidezza della descrizione, ma sembrava salsa di pomodoro.

Mai avrei immaginato potesse trattarsi sangue. Non immaginavo ne potessimo tenere così tanto in corpo. Al centro della carreggiata, poi, c’era un ammasso di indumenti, almeno credo fossero indumenti. Tralascio la descrizione del corpo dilaniato e del silenzio che ho avvertito dentro di me. Non lo dimenticherò più, perché ho provato un sentimento mai provato prima. Mille pensieri mi sono corsi in mente, poi ho rimesso il casco e sono ripartito. Sono entrato a casa con la solita maschera, come se non fosse successo niente, come se non avessi ciò che ancora non riuscivo a togliermi dalla testa e dal cuore. La notte è stata letteralmente un incubo.

Non penso che a parte me e gli addetti ai lavori, qualcun altro avesse ben capito cosa fosse successo. Ti prego, voi che potete, sensibilizzate gli automobilisti, quelli baresi in particolare: la vita è un bene prezioso. Non siamo manichini. Scusa lo sfogo amico mio, ma solo con te potevo confidarmi. 

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