Sicuramente molti di voi si saranno accorti della gigantografia sul teatro Piccinni di Bari. Una donna, con le sembianze di un’amazzone, stringe un pugnale. Impossibile non farci caso.

La protagonista di quella foto è Daniela e da 7 anni lotta contro il cancro. “In quello scatto stringo la spada immaginando davanti a me la malattia – racconta -. C’è stata solo una piccola tregua poi si è ripresentata, ho immaginato di lottare contro di lei e pensare che posso batterla”.

“Quando affronti il cancro la prima volta lo fai anche con fin troppa leggerezza, avevo solo 26 anni, quando ritorna sei consapevole e hai più paura però sempre con la speranza di farcela. Più delle ferite sul corpo a fare male sono quelle psicologiche – spiega -. Anche quando le terapie finiscono e all’esterno tutti dicono che è finita, dentro rimane il fardello pesante che ti accompagna. Sono una mamma e devo sempre dare il massimo per i miei figli”.

La forza che c’è dentro di lei è l’emblema dell’essere donna, il 25 novembre si celebra la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne e Daniela ha un messaggio per tutti. “Si deve valorizzare di più la donna perché ha tante doti – conclude -. La donna è speciale, forte, può lottare e nello stesso tempo può sorreggere il mondo”.

 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here