Giuseppe Conte ha smentito, durante l’incontro che si è tenuto nella giornata di ieri con i sindacati, le voci attorno ad un possibile lockdown imminente.

Il Governo però sta valutando di applicare ulteriori restrizioni, come riportato da Il Messaggero. Questo se il nuovo dpcm, nell’arco di almeno due settimane, non sarà riuscito a contenere la curva epidemiologica.

L’ennesima stretta potrebbe scattare da lunedì 9 novembre e durare fino a metà dicembre, con l’obiettivo di salvare almeno il Natale. Non è però da escludere anche un intervento da parte di Conte prima del giorno 9.

Sul tavolo l’ipotesi di un lockdown più morbido e meno duro di quello della scorsa primavera, simile a quello applicato in Francia da Macron. Aziende, fabbriche e uffici resterebbero aperti, chiusi i negozi tranne gli alimentari e tutti a casa. Si uscirebbe solo per andare a lavoro, per fare la spesa o per ragioni mediche. Chi potrà lavorare da casa, in smart working, dovrà farlo.

A quel punto verrebbe applicato anche lo stop agli spostamenti regionali e comunali per le città più colpite dal virus. Il tutto per scongiurare lo scenario 4 e un lockdown simile a quello adottato tra marzo e inizio maggio.

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