Il Governo sta monitorando con attenzione l’andamento della curva epidemiologica e, qualora le ordinanze contenute nel dcpm deliberato il 18 ottobre non risultassero efficaci, è pronto ad intervenire con nuove restrizioni.

Tra queste la chiusura delle attività non essenziali e il divieto di spostamenti tra le Regioni per tenere aperte le attività produttive e le scuole. Nel secondo caso potrebbero essere esclusi coloro che viaggiano per comprovate esigenze e dunque motivi di lavoro, di salute o altre urgenze.

Il Governo al momento esclude un nuovo lockdown, Conte rifiuta categoricamente anche la pronuncia del termine ma all’interno dell’esecutivo è stata fissata una soglia, quella delle 2300 persone in terapia intensiva. È questo il livello di allarme che potrebbe far scattare misure drastiche.

In alcune città i posti letto iniziano già a scarseggiare. Ieri le persone ricoverate in terapia intensiva erano 926, il 14 ottobre, erano circa la metà, 539. Oltre le 2.300 persone in condizioni gravi il sistema rischi di collassare.

A rischiare la chiusura sarebbero le sale giochi, palestre e piscine in prima linea. L’affollamento in uno stesso luogo chiuso viene ritenuto molto a rischio. Sorvegliati speciali rimangono i centri commerciali. Alcuni governatori hanno già deciso di farli rimanere chiusi durante il fine settimana, dove maggiore è la circolazione delle persone.

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