“Al Pronto Soccorso del Policlinico di Bari c’è una situazione di caos totale. Il personale è stremato, non c’è più distinzione tra gente positiva e non positiva. Infermieri e medici sono costretti a lavorare ed entrare in contatto anche con persone contagiate, mettendo a rischio la loro vita e quella dei propri familiari. Bisogna intervenire prima che ci scappa il morto”.

Inizia così lo sfogo di una mamma, preoccupata per le sorti della propria figlia, infermiera barese in servizio al Policlinico di Bari. La donna, al telefono in lacrime, lancia un disperato grido d’aiuto.

“Nessuno si rende conto ma qua sta per succedere una tragedia – racconta -. Mia figlia va al lavoro perché è coscienziosa, perché la gente ha bisogno di assistenza ma non c’è un sistema che funzioni e la tuteli. È tutto al collasso, manca personale. Richiamassero medici in pensione, trovassero una soluzione per assicurare sicurezza a chi è impegnato in prima linea”.

“Siamo anche noi persone sofferenti, i nostri figli tornano a casa e non possiamo vederli. Né loro possono accudirci – conclude con la voce rotta dal pianto -. Qui può scappare il morto, tutti devono sapere cosa sta accadendo in questi giorni. Fate qualcosa. Salviamo almeno il salvabile”.

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