Tre tecnici del Reparto di Radiologia dell’Istituto Tumori Giovanni Paolo II di Bari sono risultati positivi al coronavirus. La notizia è stata diffusa dal segretario della Fials, Domenico Romano Losacco, sottolineando la necessità di aumentare le misure di sicurezza per i dipendenti dell’ospedale oncologico barese.

Le note della segreteria aziendale hanno sempre sottolineato alcune inadempienze da parte dell’amministrazione dell’ospedale non solo per quanto concerne le misure di sicurezza durante l’emergenza sanitaria, ma anche riguardo la stabilizzazione dei precari e l’apertura di reparti fondamentali all’interno dell’oncologico.

In merito alla notizia sulla positività dei tre tecnici del Reparto di Radiologia, i Capi Dipartimento dell’Istituto Tumori Giovanni Paolo II hanno inviato una nota con alcune precisazioni in merito alle misure di sicurezza attuate nell’ospedale barese, non smentendo quanto dichiarato dalla Fials sul contagio dei tre dipendenti .

NOTA

Giovedì scorso, il Quotidiano Italiano ha pubblicato la notizia ‘Oncologico Bari, positivi 3 tecnici di Radiologia. Fials, ‘Situazione allarmante, dipendenti non tutelati’, che riporta osservazioni e valutazioni sui fatti da parte della segreteria aziendale della Fials, senza tuttavia dedicare, nello stesso articolo, un solo rigo alle osservazioni e alle valutazioni sui fatti né da parte della direzione strategica dell’Istituto, né dei dirigenti medici e sanitari che garantiscono la sicurezza delle cure. Ne consegue un’informazione parziale, che enfatizza l’allarme, senza dare conto di quanto questo istituto, fin dall’inizio dell’emergenza sanitaria, ha fatto per tutelare i lavoratori e, per loro tramite, i pazienti fragili che si rivolgono a questo istituto.

L’Istituto ha provveduto, fin dall’inizio di questa emergenza, ad adeguarsi a tutte le disposizioni normative, nazionali e regionali, per il contenimento del contagio da Covid-19. Così è avvenuto anche nell’ultimo episodio, di cui si riferisce nell’articolo: la positività dei tre tecnici di radiologia ha fatto immediatamente scattare tutti i protocolli, specifici per gli operatori e gli ambienti sanitari, a tutela dei lavoratori e dei pazienti.

In tutti questi mesi, pur nelle difficoltà di approvvigionamento degli strumenti e dei mezzi per far fronte all’emergenza – difficoltà, queste, riscontrate per tutto il sistema sanitario nazionale – l’Istituto Tumori di Bari ha tenuto il passo, adeguandosi e aggiornandosi progressivamente e costantemente, con normative, ordini di servizio, riorganizzazioni degli spazi e del triage, reclutamento di personale, dispositivi di protezione individuale, test e apparecchiature per la diagnosi, e con tutto ciò che, previsto dalla normativa nazionale e regionale, potesse assicurare la massima tutela della salute degli operatori e dei pazienti.

La direzione strategica dell’Istituto ha sempre ascoltato e mediato le richieste delle sigle sindacali e di tutti i lavoratori, con l’obiettivo di far fronte comune contro questo comune nemico, il Covid-19, che ci tocca affrontare: tutto ciò nell’interesse, che riteniamo comune, di scongiurare il ritardo diagnostico e terapeutico dei malati oncologici che, anche a causa dei toni allarmistici o, quanto meno, poco rassicuranti, di alcune notizie, stanno ahinoi decidendo di non curarsi, di rinviare gli screening e i controlli, perdendo così chance di
cura, con danni incalcolabili per la propria salute e per il sistema sanitario nazionale. Non possiamo permettere che ciò accada. Tutti – medici, infermieri, sindacalisti, giornalisti – nei modi e nei tempi del lavoro di ognuno, devono far fronte comune per rafforzare le azioni del sistema sanitario nazionale, perché i pazienti oncologici possano continuare a curarsi.

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