“Stiamo bene, non abbiamo bisogno di niente”. La convinzione di Lello e Angela, i fratelli che vivono in condizioni disumane in via Don Bosco, al quartiere Libertà di Bari, contrastano con quando siamo riusciti a documentare.

Uno di loro è seguito da un amministratore di sostegno, ma neppure questo sembra sufficiente per restituirgli un minino di dignità. Le condizioni bestiali di Lello e Angela sono arcinote all’amministrazione comunale e quindi a Polizia Locale e Servizi Sociali, ma anche alla Asl di Bari e quindi al Servizio di Igiene Mentale.

Per il momento nessuno psichiatra ha ritenuto fossero incapaci di pensare a se stessi e neppure nella necessità di un trattamento sanitario obbligatorio (tso). Poco presenti, afflitti da seri problemi di alcolismo in una casa senza luce e gas, piena di feci, topi e sporcizia di ogni tipo, non sono evidentemente condizioni sufficienti per un intervento determinato.

Seguiamo la vicenda da oltre due anni e abbiamo certificato che i due fratelli hanno rifiutato ogni forma di aiuto. Hanno persino preferito tornare nella loro casa-stalla dopo un breve periodo in una comunità.

Oggi, dopo il clamore mediatico del nostro video – essendo riusciti per la prima volta a entrare nell’abitazione con la nostra telecamera – qualcosa sembra essersi mossa. Non ci sono conferme, ma pare che il Comune di Bari abbia chiesto una Conferenza di Servizi alla Asl di Bari, dopo il naufragio delle varie richieste si un’analisi socio-sanitaria.

La speranza di chi si è indignato e fatto avanti per aiutarli in qualunque modo, è quella che Lello e Angela possano essere seguiti in maniera continua. La loro non è una condizione accettabile e non devono esserci alibi alibi.

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