“Nei seggi si è verificata una situazione paradossale. Sono stati chiusi alle 23 ma i componenti, sia presidenti che scrutatori, sono stati costretti a restare in attesa dell’arrivo della squadra di sanificazione. I tempi non li ha comunicati nessuno, questa mattina abbiamo riaperto alle 6.45. Questo è un vero e proprio sequestro di persona”.

Inizia così lo sfogo di uno dei tanti presidenti di seggio baresi impegnati durante le votazioni per il referendum e per le Regionali 2020. “Non potevamo allontanarci dalla sezione altrimenti ci denunciavano alla procura – racconta -. Il personale addetto alla sanificazione è arrivato alle 00.25 ed è andato via 5 minuti dopo. Mi piacerebbe capire se questo è quanto previsto dal piano anticovid”.

“Il problema principale è che ci hanno obbligato a restare nel seggio fino alle 00:30 minacciando di segnalare alla procura i seggi che andavano via alle 23 – continua -. So di seggi di altre scuole che alle 23 comunque sono andati via anche per rispettare le 8 ore di riposo previste”.

“Questa mattina hanno svuotato il cestino nel seggio senza cambiare la busta perché non ce ne sono. Hanno svuotato anche quello del bagno ma senza sostituire la busta, non hanno lavato neppure a terra – conclude -. Tutto questo va documentato perché almeno qua, non so altrove, il protocollo anti covid è solo sulla carta. Presidenti e scrutatori che hanno rinunciato hanno fatto bene. Spero non scoppi nessun focolaio nei prossimi giorni”.

Non è l’unica segnalazione arrivata al nostro giornale. In una scuola del San Paolo, un presidente e il suo segretario sono stati richiamati in piena notte per la sanificazione del proprio seggio. I due hanno lasciato la sezione alle 2, prima di tornare questa mattina sul posto alle 6.30 per la riapertura.

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