L’emergenza Covid 19 ha messo in ginocchio l’economia italiana e sta seminando nelle famiglie italiane considerevoli perdite reddituali, nonostante gli aiuti dello Stato. A questo gli italiani hanno reagito con un atteggiamento di grande prudenza alla spesa.

Il report di Confesercenti, redatto sulla base di elaborazioni condotte su dati Istat, Svimez e SWG, ha evidenziato un dato significativo: “A Bari e in Puglia – sottolinea Benny Campobasso presidente di Confesercenti Puglia – le perdite sono inferiori rispetto al resto d’Italia e ammontano a 488 euro a famiglia, pari a -1,8%”.

L’Emilia Romagna, per fare un confronto, perde in media 2.202 euro di reddito per al 6,4% del totale annuale, le Marche 1.979 euro (-3,8%), Piemonte 1.619 euro (-5,3%) e Valle d’Aosta 1.658 euro (-5,1%), Liguria 897 euro (-2,8%).

L’analisi calcola che alla fine dell’anno le famiglie si troveranno a perdere ciascuna in media 1.257 euro per un totale di 32 miliardi di euro di reddito bruciati dall’emergenza sanitaria e dal conseguente rallentamento economico. Le categorie maggiormente a rischio sono i lavoratori autonomi e i dipendenti privati, che registrano cali rispettivamente del 13% (-40 miliardi) e dell’11% (-62 miliardi), per una perdita totale di oltre 100 miliardi di euro.

“Sebbene ancora una volta abbiamo dimostrato di essere un popolo di formiche – aggiunge Campobasso – che con il risparmio, nella maggior parte dei casi, ha saputo reggere all’ondata emergenziale, ciò che preoccupa maggiormente non è tanto l’indice di mortalità delle imprese quanto il drastico calo della natalità delle stesse, che evidenzia un sentimento sostanzialmente nuovo anche per un periodo di crisi”.

“C’è il timore di aprire un’attività commerciale, per paura di impattare in un altro periodo di chiusura forzata. Certamente non incoraggia il perdurare dello smartworking che ha radicalmente cambiato le abitudini dei pugliesi. La speranza  – conclude Campobasso – è uscirne al più presto con l’annunciata e auspicata riforma fiscale ed il giusto e corretto utilizzo delle risorse del recovery fund”.

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