“Caro signor sindaco, capisco che siamo nel periodo di referendum costituzionale e penso che lei sia indaffarato, ma noi comuni mortali, viviamo di altri interessi. Sono stato a contatto con un amico affetto da SARS-covid19 e senza farsi attendere il virus è entrato in me in un battibaleno”.

Inizia così la lettera di sfogo scritta da papà Fabrizio e pubblicata sulla pagina Facebook “Quartiere San Paolo-Bari”. “‌Il 17 agosto, senza che nessuno ci informasse sul da farsi, io, mia moglie e nostro figlio di 11 anni, ci siamo messi in quarantena fiduciaria – scrive -. Mercoledì 19 agosto, sono comparsi i primi sintomi e nella stessa giornata ci è pervenuta la chiamata da parte della ASL che mi invitava a restare a casa, perché sarebbero venuti gli operatori della Asl, a farmi il tampone. Attendo, ma non viene nessuno. Giorno 20 attendo, ma non viene nessuno. Giorno 21 attendo tutta la mattinata, ma non viene nessuno”.

Poi la chiamata. “Mi invitano ad andare personalmente al CTO in drive-in, così io un sospetto covid, febbricitante, con la santa pazienza, mi reco per fare il tampone – racconta Fabrizio -. Piccoli dettagli. Passano i giorni, dal lunedì mia moglie inizia a chiamare, alcuni operatori che rispondono in maniera molto cordiale e gentile, altri meno. Piccoli dettagli. Il martedì 25 agosto finalmente arriva la risposta. POSITIVO! Nel mentre, alcuni dei miei amici che avevano fatto il tampone, erano stati invitati a ripeterlo, perché i loro tamponi erano stati smarriti. Piccoli dettagli”.

“‌Inizia la nostra vera quarantena, ma noi eravamo già in quarantena da 8 giorni. Piccoli dettagli. Da questo momento si fa sul serio. Mia moglie inizia a vedere su internet da come conferire la spazzatura agli alimenti per il nostro sostentamento ma nel nostro quartiere non fanno servizio a domicilio, soprattutto per covidizzati. Piccoli dettagli – continua -.  Durante la quarantena arrivano mail dalla Asl dove, erroneamente ,mi vengono dati i risultati di persone che non conoscevo. Piccoli dettagli. Continua la nostra quarantena, dico nostra, perché in questa situazione ci sono io ma anche mia moglie e nostro figlio minore che purtroppo rischiano di positivizzarsi stando accanto a me. La mail che la Asl mi ha inviato diceva espressamente che non solo per me ma anche per loro si prescriveva la misura della permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva, sorveglianza che non è mai stata effettuata da nessuno! Ma fino qui, nessun problema, lo fanno migliaia di persone, perché non dovremmo farlo noi?”.

“‌Il giorno 2 settembre, viene effettuato il tampone di controllo domiciliare per me, mia moglie e nostro figlio, risultato per me positivo, per loro negativo – spiega nel racconto Fabrizio -. Viene subito stabilito un altro tampone per tutti e tre il giorno 9 settembre. Tutto questo periodo, caro sindaco, non è stato facile, perché siamo rimasti ognuno in una stanza diversa, con pranzo e tutto separato, considerando il fatto che non viviamo nell’ala della villa della senatrice di Fratelli d’Italia e neanche nella suite del San Raffaele di Milano. È stato davvero un incubo. Il 9 settembre, tampone di controllo, non è venuto nessuno. 10 settembre, tampone di controllo, non è venuto nessuno e allora ho inviato una mail alla Asl, spiegando che avrei atteso fino alle 17 e che era davvero assurdo tutto questo, perché dopo questa esperienza mia moglie e soprattutto mio figlio avevano bisogno di un supporto psicologico”.

“Dopo l’inutile attesa mi sarei ritenuto libero di riprendere la mia attività sospesa il 17 agosto. Questa volta la risposta è stata velocissima. ‘SE USCITE ANDATE IN CONTRO A SANZIONI’ – conclude Fabrizio -. ‌Fino a quando? Fino a quando durerà questo incubo? Con tutto il rispetto che ho nei tuoi confronti, ti chiedo anzi ti prego affinché tutto quello che sta succedendo a noi non capiti più a nessuno”.

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