Non sarà più obbligatorio misurare la febbre all’ingresso di uffici pubblici, privati e locali ma chi avrà 37,5 di febbre non dovrà uscire di casa.

A stabilirlo è il Comitato tecnico-scientifico che ha fissato le regole in vista della seconda ondata prevista in autunno.

Neppure davanti agli ingressi scolastici sarà presente un dispositivo per controllare il livello della temperatura di studenti, insegnanti e personale. Ci si affiderà alla responsabilità dei cittadini, raccomandando che chi ha sintomi debba comunque rimanere a casa e attivare il medico di base per valutare la necessità di sottoporsi al tampone.

Resta comunque consentito dotarsi di termoscanner agli ingressi di grandi magazzini, di supermercati, farmacie ma non ci sarà alcun obbligo. Il titolare però potrà vietare l’ingresso a chi rifiuta di sottoporsi alla misurazione della febbre.

I componenti del Cts hanno chiarito che la misurazione deve avvenire prima di uscire e che sarà responsabilità dei ragazzi, dei genitori e dei lavoratori, mantenere un comportamento adeguato per evitare la diffusione dei contagi.

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