“Tutti gli operatori sanitari che hanno soggiornato nei Paesi previsti dall’ordinanza ministeriale del 16 luglio 2020 devono essere sottoposti a misure di natura preventiva dopo avere contattato il medico competente”.

I Paesi sono Armenia, Bahrein, Bangladesh, Brasile, Bosnia Erzegovina, Cile, Kuwait, Macedonia del Nord, Moldova, Oman, Panama, Perù, Repubblica Dominicana, Serbia, Montenegro e Kosovo.

È quanto previsto dalla disposizione firmata dai responsabili del Sirgil, il Sistema regionale pugliese di gestione integrata della sicurezza sul lavoro.

In sostanza, per evitare che negli ospedali pugliesi esplodano nuovi focolai, gli operatori che rientrano al lavoro dopo un periodo di ferie trascorso in quelle aree a rischio dovranno essere sottoposti ad accertamenti primi di rientrare in servizio, attraverso il tampone naso-faringeo. Questo però non è applicabile nel caso in cui i viaggi siano della durata inferiore a 120 ore.

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