Se in Italia la curva dei contagi lentamente risale e tutto fa pensare ad una possibile seconda ondata in autunno, la pandemia continua ad accelerare nel resto del pianeta.

I casi, secondo i dati dell’Oms, sarebbero addirittura raddoppiati nell’ultimo mese e mezzo. “Sedici milioni di casi sono stati segnalati all’Oms e oltre 640.000 morti – afferma Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore dell’Organizzazione Mondiale della Sanità -. A 6 mesi dalla dichiarazione dell’emergenza sanitaria globale, la pandemia sta dimostrando che la salute non è una ricompensa per lo sviluppo, ma è il fondamento della stabilità sociale, economica e politica. Noi non siamo prigionieri della pandemia. Ognuno di noi può fare la differenza. Il futuro è nelle nostre mani”.

“I paesi e le comunità che hanno seguito con attenzione e coerenza questi consigli hanno fatto bene, sia nel prevenire focolai su larga scala, come Cambogia, Nuova Zelanda, Ruanda, Thailandia, Vietnam e isole del Pacifico e dei Caraibi, sia nel portare sotto controllo i grandi focolai, come Canada, Cina, Germania e Corea del Sud – continua -. Ma questi sono solo alcuni esempi. Ce ne sono molti altri”.

In settimana sono previste novità importanti. “Come richiesto dal Regolamento Sanitario Internazionale convocherò di nuovo il Comitato di Emergenza per rivalutare la pandemia da Covid-19 e farmi consigliare di conseguenza – conclude -. Quando il 30 gennaio ho dichiarato un’emergenza di sanità pubblica di interesse internazionale, il più alto livello di allarme ai sensi del diritto internazionale, c’erano meno di 100 casi Covid-19 fuori dalla Cina e nessun morto”.

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