Questo matrimonio non s’ha da fare. Manzoni non aveva tutti i torti, in qualsiasi epoca ci si trovi, sposarsi può diventare davvero un romanzo lungo e pieno di insidie. Il protagonista di questa storia, che al momento non ha ancora avuto un lieto fine, è un giovane barese che si vorrebbe sposare in Germania.

Nel suo caso però don Abbondio è il Comune di Bari. A raccontare le peripezie del ragazzo è il suo avvocato. “Il mio assistito vive a Colonia e per potersi sposare in Germania ha bisogno del certificato di nascita e di capacità matrimoniale. Per velocizzare la procedura si è iscritto anche all’Aire. Non potendo lui stesso venire in Italia per ritirare i due certificati ha dato a me l’incarico di ritirarli, ma si è insinuato il maledetto Covid che ha fermato una burocrazia già lenta di per sé”.

A causa della chiusura degli uffici comunali, l’avvocato non ha potuto ritirare i due certificati agli sportelli preposti, ma, stando a quanto detto dagli addetti comunali, avrebbe dovuto fare una richiesta formale tramite pec.

“Il Comune ci ha inviato solo il certificato di nascita, ma in formato digitale, nonostante nei paesi europei non vengono accettati. Abbiamo deciso comunque di inoltrare la mail al Consolato d’Italia in Germania che, di tutta risposta, ha sbeffeggiato i funzionari baresi”.

Nella mail infatti l’addetta del Consolato ha specificato che l’anagrafe tedesca, come ben noto, non accetta i certificati digitali in quanto ritenuti non validi, a differenza del territorio italiano, e che quindi erano necessari i formati cartacei.

“Nonostante i numerosi solleciti – conclude l’avvocato – al Comune di Bari non mi consentono l’accesso. Ho anche richiesto che mi vengano inviati tramite raccomandata per poi spedirli al giovane, ma al momento non ho ancora ricevuto nessuna risposta”

Il giovane al momento non sa se riuscirà a sposarsi in Germania e spera che un giorno, il prima possibile, il Comune possa consegnarli i certificati cartacei così da poter coronare il suo sogno.

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