La curva epidemiologica ha subito un forte calo nelle ultime settimane in Italia. I nuovi casi si sono azzerati in quasi tutte le regioni, fatta eccezione per la Lombardia. Gli attualmente positivi sono scesi sotto i 20mila e i reparti di terapia intensiva si sono svuotati.

Tuttavia rimane grande preoccupazione in vista di una seconda ondata prevista in autunno. Secondo alcuni esperti la pandemia infatti non è ancora da ritenersi conclusa, il grado di allerta deve rimanere altissimo.

“Il coronavirus si sta comportando come avevamo ipotizzata, il paragone è con la Spagnola che si comportò esattamente come il Covid: andò giù in estate e riprese ferocemente a settembre e ottobre, facendo 50 milioni di morti durante la seconda ondata – ha dichiarato Ranieri Guerra, direttore aggiunto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) -. Rispondo così a tutti coloro che parlano di emergenza finita”.

“Per i nuovi focolai in Italia al momento non c’è preoccupazione perché è tutto ampiamente atteso – conclude -. Entrambi sono stati identificati immediatamente e circoscritti, quindi il sistema messo in atto tiene. È inevitabile che ce ne siano ancora in giro per l’Italia e per l’Europa”.

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