Accordo raggiunto alla Baritech di Modugno per la produzione di Meltblown, tessuto non tessuto prodotto con il polipropilene utilizzato come strato filtrante per le mascherine chirurgiche.

È quanto emerso dal vertice tra azienda, sindacati e Ministero dello Sviluppo Economico tenutosi ieri. Con l’emergenza sanitaria, il fondo economico BCI ha accettato la proposta del commissario straordinario Arcuri dando vita ad una svolta produttiva.

Investiti 7 milioni di euro in macchinari che partiranno il prossimo 25 giugno dalla Cina con la produzione che si protrarrà per i successivi 18 mesi.

“Siamo felici per l’inizio di questa nuova fase ma altrettanto perplessi per una durata così breve del contratto che non lascia tranquilli i 168 dipendenti dello stabilimento barese – sottolinea Filippo Caldara, segretario provinciale della Ugl chimici di Bari -. Vero che la produzione di mascherine risponde oggi ad un’esigenza che domani potrebbe non esserci più, ma proprio per questo motivo occorre guardare già oltre. Restano in piedi il progetto Biovitae, lampade a led, per la sterilizzazione batterica degli ambienti, per il quale ci sono i macchinari, ma non le certificazioni e il Remaker, generatore di acqua ottenuta filtrando l’aria”.

La produzione attuale di lampade finirà per contratto a fine anno e per il futuro si attende. “Abbiamo bisogno di conoscere se effettivamente esiste un piano industriale che, più volte annunciato non è stato mai presentato – conclude -. Ci hanno detto che a metà luglio lo
conosceremo, aspettiamo fiduciosi dopo i vari annunci non rispettati”.

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