Torniamo a parlare del Distretto Socio Sanitario della Asl in via Martiri di via Fani, a Bari. Ce ne siamo occupati più volte in passato, continuiamo a farlo perché, per i poveri utenti costretti a dovervi fare ricorso, non si riesce a trovare soluzione o almeno ad alleviarne le pene. Ogni volta, una croce.

Sì, perché come ormai noto, la fila che si viene a creare sul marciapiede pare essere diventata una costante inevitabile, che ci sia sole, pioggia, vento o neve, per i poveri malcapitati non c’è alcuna possibilità di riparo. Un paio di settimane fa è stata chiamata la Polizia, ma si tratta solo dell’ultimo di una lunga lista di episodi.

Il problema è noto da tempo, e con l’arrivo del coronavirus le cose sono se possibile peggiorate. Prestazioni sospese, Cup chiuso, prenotazioni solo on line, ad aumentare la confusione dei poveri cittadini spaesati, si è aggiunta l’apertura del secondo ingresso da via Melo, un gibillero assurdo. Gli stessi dipendenti sono sfiancati.

Due giorni fa una donna in stato interessante ha avuto un malore mentre aspettava il suo turno. Sull’episodio vige il più stretto riserbo naturalmente, secondo quanto siamo riusciti ad apprendere, il fatto sarebbe avvenuto nel cortile interno, uno spazio sì “recintato”, diciamo così, ma comunque all’aria aperta e dove le persone aspettano in piedi. Secondo altre versioni sarebbe avvenuto all’interno del Distretto, ma su come siano andate effettivamente le cose, bocce cucite.

Al solito, l’unico autorizzato a rilasciare dichiarazioni o interviste è il direttore generale, la manfrina è quindi sempre la stessa: bisogna andare all’ex Cto oppure provare telefonicamente. Anni di mancate risposte portano in dote il fatto che alla fine uno rinuncia pure a provarci. Se qualcuno ha qualcosa da dire parli ora o taccia per sempre, noi siamo qua.

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