Questa mattina gli operatori di due associazioni che si occupano del trasporto dei dializzati hanno protestato sotto gli uffici dell’Asl di Bari. Il motivo della manifestazione è legato al mancato pagamento delle fatture. “In questi mesi di emergenza abbiamo continuato con il nostro lavoro – tuona uno degli operatori – e alcuni distretti baresi non ci hanno ancora pagato le fatture dei mesi scorsi”.

“Dal 4 maggio è cambiato il metodo di pagamento – spiegano -. Quindi hanno deciso che anche le fatture vecchie devono essere pagate con questa nuova modalità. Il problema è che gli operatori che si occupano dei versamenti devono fare un corso che li aggiorni su queste nuove linee guida, non senza difficoltà. Per questo motivo ci chiediamo il perché non pagare con questa modalità solo le fatture di maggio, anziché inserire anche quelle di febbraio, marzo e aprile? Al momento avanziamo dall’Asl più di 66mila euro”.

Gli operatori hanno anche ribadito l’importanza del loro servizio. “Sappiamo che molto spesso i dializzati si affidano a privati, ma questi non hanno le nostre stesse competenze. È capitato che durante un intervento il paziente era in arresto cardiaco, se in quel caso avessero chiamato un taxi o un privato nessuno avrebbe avuto la stessa nostra preparazione”.

Dopo alcune ore uno dei portavoce degli operatori è stato ricevuto da uno dei dirigenti Asl. “Ha ascoltato le nostre richieste e ci ha comunicato che oggi verrà firmata una determina per il nostro pagamento”. Resta però ancora in sospeso la regolarizzazione del trasporto dei pazienti dializzati.

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