La lotta al coronavirus passa anche attraverso lo studio della sua circolazione nella popolazione, primi fra tutti, i medici, coloro che volenti o nolenti si trovano faccia a faccia col nemico. AIMS, l’Accademia Italiana Medici Specializzandi ha così deciso di donare 1000 kit per il test rapido SARS-CoV2 ai giovani medici impegnati negli ospedali italiani: “un gesto concreto per permettere maggiore tranquillità ai professionisti esposti in prima linea”.

I kit servono a individuare i soggetti che sono entrati in contatto con il virus e possono essere usati esclusivamente da personale medico, l’iniziativa è stata presentata in diretta, in una lezione gratuita su “Il ruolo dell’indagine epidemiologica e siero-epidemiologica nella fase 2” che si è tenuta online venerdì scorso, alla fine di un intero corso sul Coronavirus, aperto gratuitamente a tutti gli operatori del settore, a cui hanno partecipato il dottor Antonio Mancini, CEO e fondatore di AIMS, e il professor Silvio Tafuri, Associato di Igiene dell’Università di Bari.

“Questa nuova fase due si caratterizza da un punto di vista epidemiologico per una bassa intensità di circolazione del virus – ha commentato Tafuri – lo sforzo comune è garantire che questa intensità non aumenti, per far questo serve implementare gli sforzi in materia di sorveglianza e prevenzione. Per questo l’iniziativa di Aims è molto importante”.

“Si tratta dell’ultima iniziativa in ordine di tempo – ha aggiunto Mancini – che come Accademia punto di riferimento della formazione dei giovani medici in Italia, abbiamo deciso di intraprendere per cercare di donare un po’ di tranquillità a chi, dopo turni estenuanti in corsia, in un periodo così critico, torna a casa con la paura di poter essere un pericolo per i propri cari. Appena qualche giorno dopo il lockdown, abbiamo capito l’importanza di continuare a erogare supporto alla comunità medica con ogni mezzo a nostra disposizione: corsi, manuali, donazioni e, infine, kit per il test rapido. Era fondamentale dare un segnale di ripresa immediato, ma anche condividere con la comunità medica le conoscenze che si sono susseguite in questi mesi: non a caso abbiamo deciso di rendere questo tipo di formazione gratuita e aperta a tutti, tuttora disponibile sul nostro sito per chiunque volesse approfondire tali argomenti”.

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