Il 2020 è l’anno da dimenticare, non solo per il coronavirus, ma per tutto ciò che ne consegue. Crisi economica e sanitaria, ma anche enormi dispiaceri sia per le perdite subite che per gli eventi tanto attesi che sono stati rimandati.

È il caso degli sposi che avevano scelto il 2020 per celebrare le proprie nozze. Con l’emergenza sanitaria e con il divieto di assembramento, molte coppie si sono viste costrette a spostare il loro giorno all’anno prossimo. Una scelta difficile soprattutto perché incastrare la disponibilità di tutti i fornitori è un’impresa biblica. Sala, chiesa, fotografo, fioraio, band e tutto il resto che fa da contorno al giorno in cui si celebra il vero amore.

“Non è stato facile, ma dividendoci i compiti ci siamo riusciti” parola di Nicola e Roberta che avrebbero celebrato le loro nozze l’8 settembre e hanno deciso di rinviarle a luglio 2021. “Abbiamo preferito posticipare e goderci in tutto e per tutto il nostro matrimonio. Il solo pensiero di dover usare la mascherina o non poter fare foto e ballare ci ha aiutati nella decisione”.

Un trauma non soltanto per i futuri sposi, ma soprattutto per i fornitori che si sono visti quasi il 90% dei matrimoni posticipati nel 2021. “Nella nostra sala sono stati rinviati un centinaio di matrimoni – spiega Titti Pastore, amministratore di Villa Bianchi – questo significa che gli sposi che avrebbero voluto prenotare nel 2021 non possono farlo perché purtroppo non c’è più disponibilità visto che abbiamo dovuto incastrare le date tra le cerimonie rinviate e quelle già prenotate”.

“Noi delle sale ricevimento – continua – chiediamo che venga fatto un tavolo tecnico dove si parli di noi perché non siamo dei semplici ristoranti. Sarebbe giusto, visto il momento di emergenza, che venga creato un codice Ateco dedicato alle nostre strutture”.

“Un periodo drammatico anche per fotografi, videomaker, grafici e fotolaboratori – sottolinea Ruggiero Di Benedetto, presidente nazionale Fiof -. Sarà difficile riattivare il settore se non prima della primavera 2021. Nel mio caso ho dovuto rinviare una cinquantina di matrimoni, con conseguente perdita del fatturato. Se ci dovesse essere una ricaduta a settembre, per noi sarebbe una spallata che potrebbe portarci a chiudere le partite iva e consegnare le chiavi dei nostri negozi allo Stato”.

“Per riuscire a stare a galla dovrebbero approvare dei prestiti a fondo perduto – conclude – che possano aiutarci a pagare tutte le utenze dei negozi e a dare da mangiare alle nostre famiglie. Un aiuto che ci potrebbe dare ossigeno almeno fino alla prossima primavera”.

Una profonda crisi per il settore dei matrimoni, soprattutto per la Puglia ormai diventata la meta preferita anche per le coppie provenienti dall’estero, grazie anche alla scelta di star internazionali che, negli anni scorsi, hanno voluto le bellezze del nostro territorio come cornice delle loro cerimonie.

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