Chiariamo subito un concetto: la maggior parte dei cittadini di Palo del Colle, così come del resto d’Italia, sta rispettando il periodo di quarantena. Si più o meno essere d’accordo, ma esistono delle cose che si possono fare e altre no per limitare il contagio da coronavirus. Questo dicono gli esperti e i decreti. Il vero problema sono le tante persone che non rispettano o non lo hanno mai fatto il periodo di confinamento e l’invito a uscire solo per motivi strettamente necessari.

Sarà per questo che in tanti sono preoccupati per la cosiddetta fase 2. Siamo andati a Palo del Colle il 30 aprile per verificare cosa sa il cittadino mediamente informato, come si comporta. Il video è emblematico. Partiamo da un dato certo: i controlli ci sono. Carabinieri e Polizia Locale sono in continuo pattugliamento, ma senza la sforzo di tutti serve a poco.

Il tasto più dolente in assoluto: la spesa. Sembra che gli uomini palesi e italiani in genere siano incapaci di intendere e volere una volta varcata la soglia del punto vendita. Allora succede che il fratello accompagni la sorella in auto, che marito e moglie vado insieme all’interno o che le donne escano dopo la grossolana spesa fatta dall’uomo di casa perché ci sono cose per cui sembra indispensabile il tocco femminile.

Un elemento da non sottovalutare: la disperazione. Abbiamo constatato una concentrazione di venditori ambulanti di frutta e verdura senza precedenti. Non sappiamo se abusivi o meno, ma ciò che il corovavirus ha tolto a migliaia di famiglie è il minimo sostentamento quotidiano. Mettere un piatto a tavola è più importante della possibilità di essere contagiati. L’invito è a fare quantomeno di tutto per rispettare le minime norme di sicurezza.

L’ignoranza è una piaga. Attenzione, perché per ignoranti non intendiamo a prescindere, ma coloro che ignorano quanto sta accadendo. Si fa ancora molta confusione tra il numero di contagiati nello stabilimento Siciliani carni, che da oggi riparte seppure con le necessarie limitazioni e quello relativo ai residenti di Palo del Colle.

La vera mina vagante alla vigilia della fase 2 è: il cazzeggio. Il problema riguarda soprattutto i pensionati, in giro senza meta o per andare a cercare un parrucchiere aperto, per fare “un poco di tutto”, magari solo perché la giornata è bella e quindi ideale per prendere una boccata d’aria. E allora ti capita di beccare lo stesso nonno seduto su tre panchine diverse, convinto di poter sfuggire alla telecamera.

A Palo come in ogni dove, non mancano i complottisti, quelli per i quali: il coronavirus è tutta una presa per il culo. Sarà anche una presa per i fondelli, ma i contagi e le vittime sono reali. Non si può nemmeno immaginare quanti complottisti non abbiano avuto il tempo di ricredersi perché scomparsi prematuramente. Per loro non è mai cambiato niente e men che meno cambierà con la fase 2 meno 1. Li vedi a passeggio in piazza, salutare amici senza nemmeno indossare la mascherina.

Ai complottisti fanno da contraltare altre due categorie di persone: i furbi e gli ingenui. I primi sono quelli che viaggiano in 3 in auto, ma quando vedono la pattuglia della Polizia Locale trovano il modo per scomparire. L’uomo con la maglia gialla nella Peugeot, per esempio, tenta maldestramente di accartocciarsi sul sedile posteriore. L’ingenuo, invece è quello che aspetta ore prima di andare a fare la spesa e si mette in attesa con la busta in mano, oppure è convinto che siccome si lava spesso il virus non lo riguardi, tanto da poter andare ad accompagnare la moglie a fare commissioni senza guanti e mascherine.

Un riferimento particolare è quello riservato ai: distratti e opportunisti di ogni età. Non siamo riusciti a contare uomini e donne con la mascherina sotto il naso, il mento o sulla fronte. E che dire dei palesi con un guanto solo? Maneggiare soldi e altro con i guanti può essere complicato e allora se ne mette uno solo per avere l’altra mano libera. I guanti, sia chiaro, non salvano dal contagio tout court. Mettersi le mani in faccia, strofinarsi gli occhi, grattarsi il naso dopo aver utilizzato le mani senza averle disinfettate è ugualmente rischioso.

La categoria dei criminali le batte tutte. Vale a dire gente che per una birra, un Gratta & Vinci, l’incontro con la fidanzata, la chiacchiera con il compagno di merenda se ne infischia di tutto, persino del buonsenso.

Chiudiamo il nostro emblematico giro a Palo del Colle con un tema di strettissima attualità: Eucarestia e Santa Messa. Ha fatto molto scalpore la scelta iniziale di un sacerdote palese di allargare le maglie degli accoliti necessari alla celebrazione della Santa Messa. Le dirette streaming dopo la tirata d’orecchie hanno una inquadratura diversa. Non si vede più, per esempio, dare la Comunione ai fedeli. La stessa Chiesa è divisa sull’argomento, pur essendoci grandissima confusione. Il sacerdote, non perfettamente allineato alla dottrine di Papa Francesco, è convinto che nella Chiesa decida la Chiesa e che lo Stato debba pensare ad altro. La verità è che si tratta di una questione di opportunità. IL sacerdote palese non è tanto diverso da quelli che scelgono di dare in mano o direttamente in bocca al fedele l’ostia consacrata a telecamere spente, oppure cambiando inquadratura in quel preciso momento. In quella Chiesa, ne abbiamo la certezza, sono state celebrate – non sappiamo se è ancora così – Sante Messe alla presenza di alcuni fedeli. Nessun reato, come detto dal parroco, resta solo una questione di opportunità in questo particolare momento storico della vita di tutti. Al netto delle polemiche e in attesa del vaccino, non possiamo che affidarci alla Mano misericordiosa del buon Dio.

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