La partenza a scaglioni dopo lo stop forzato a tutte le attività non essenziali, rischia di trasformare l’emergenza sanitaria del coronavirus in una ingiustizia sociale stabilita a tavolino. Mentre moltissime attività hanno riaperto, nel rispetto delle norme di sicurezza per contenere il contagio e prevenire nuovi focolai, c’è ancora chi, purtroppo, è fermo al palo senza al momento prospettive di ripartenza. Tra questi, c’è tutto il settore del trasporto non di linea.

Parliamo di 6mila aziende, 25mila posti di lavoro e un fatturato di 2,5 miliardi di euro, numero di un certo peso, forse trattati con eccessiva leggerezza dal Governo e dalle Istituzioni locali come già lamentato da Federnoleggio/Confesercenti a metà maggio. Sono trascorse due settimane da allora, e a quanto pare non è cambiato niente, i motori sono ancora spenti, con l’aggravante per i lavoratori di non aver nemmeno ricevuto la cassa integrazione.

Così le associazioni di categoria hanno preso carta e penna per annunciare la manifestazione in programma il 3 giugno: “Sono stati stanziati contributi pubblici per compagnie aree, acquisto monopattini e biciclette, finanziamento delle linee pubbliche, dimenticando completamente il trasporto pubblico non di linea e nello specifico i Bus turistici; addirittura, nell’ambito scuolabus, annullando quanto concesso solo pochi giorni prima”.

“Per bus, vetture, natanti, dal comparto noleggio con conducente – scrivono – nessun provvedimento, praticamente dimenticati, ignorati, invisibili. Alcune Regioni non possono restare indifferenti, chiediamo loro di allinearsi a Campania, Sicilia, Piemonte, che hanno emanato provvedimenti a sostegno della categoria. Chiediamo ai Governatori Regionali e ai Prefetti di far pressione sul Governo Centrale per rimarcare il nostro disappunto per questa assurda e trascurata emergenza; 120 milioni di euro per monopattini, nulla per migliaia di padri di famiglia dal futuro più che incerto, segnato; 120 milioni per monopattini, nulla per le aziende di Bus, Vetture, Natanti, che rischiano il fallimento”.

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