Sono state rese note dalla Regione le nuove modalità di accesso agli ambulatori di medici di famiglia e di pediatri di libera scelta. Da lunedì, quindi, l’assistenza continuerà ad essere svolta prevalentemente per appuntamento, previo contatto e valutazione telefonica. Spetterà al medico di assistenza primaria o al pediatra di valutare la necessità di effettuare la prestazione in ambulatorio.

Non è possibile accedere in ambulatorio per richieste di prescrizioni di farmaci o esami diagnostici. La richiesta della prescrizione deve pervenire per via telematica e/o telefonica. Le ricette saranno inviate attraverso il Fascicolo Sanitario Elettronico, email o sistemi di messaggistica. Il ritiro delle prescrizioni non dematerializzabili dovrà invece avvenire previo appuntamento e all’esterno dell’ambulatorio.

Le indicazioni per l’accesso agli ambulatori da parte dei pazienti sono le seguenti:
-I pazienti con febbre e/o sintomatologia riconducibile a Covid-19 non possono accedere all’ambulatorio;
– Gli appuntamenti devono essere programmati in modo da evitare o ridurre al minimo lo stazionamento del paziente in sala d’attesa;
– Non sarà possibile l’accesso di un accompagnatore all’interno dell’ambulatorio, se non in casi necessari ed autorizzati dal medico (in presenza di minori, pazienti fragili e non autosufficienti);
– All’arrivo, l’assistito deve fermarsi all’ingresso in area delimitata per detergere le mani e per indossare un paio di guanti e mascherina chirurgica.

Dal 25 maggio, e comunque da quando le Aziende Sanitarie Locali saranno in grado di dotare i medici specialisti pediatri dei necessari DPI, riprenderà anche l’attività ordinaria ambulatoriale del Servizio di Consulenza Ambulatoriale Pediatrica (SCAP), con modalità di accesso dei pazienti analoghe a quelle degli ambulatori dei pediatri di libera scelta.

Sempre dal 25 maggio riprendono anche le prestazioni domiciliari programmate e le prestazioni domiciliari non differibili per l’Assistenza Primaria e la Pediatria di libera scelta, per pazienti che non possono accedere all’ambulatorio, previo triage telefonico che escluda sintomatologia riconducibile a COVID 19. Si tratta di prestazioni importanti perché rivolte a pazienti fragili il cui monitoraggio clinico è fondamentale e per i quali finora i medici di famiglia hanno potuto garantire solo attività di assistenza indifferibili.

Per le attività ambulatoriali della continuità assistenziale saranno erogate sempre previo appuntamento e/o contatto citofonico. L’accesso all’interno dell’ambulatorio non è consentito all’accompagnatore, se non nei casi necessari ed autorizzati dal medico. Nei casi in cui non sarà ritenuto necessario l’accesso in ambulatorio, il medico di Continuità Assistenziale potrà avvalersi di un consulto a distanza. Per accedere all’ambulatorio è indispensabile che l’assistito indossi la mascherina chirurgica e si fermi all’ingresso per detergersi le mani con soluzione alcolica igienizzante.

Le attività domiciliari della continuità assistenziale non differibili per pazienti che non possono accedere all’ambulatorio, riprenderanno previo triage telefonico che escluda sintomatologia riconducibile a COVID 19. L’assistito dovrà essere solo, in una stanza sufficientemente areata e con mascherina chirurgica e guanti già indossati.

“Ora è urgente che le AA.SS.LL. attivino percorsi per mettere a regime l’attività dei medici di medicina generale, definendo anche le modalità di fornitura dei DPI previste dalla Regione – commenta Nicola Calabrese, Segretario Fimmg Bari – noi medici non abbiamo mai smesso di fornire assistenza a pazienti, utilizzando al meglio tutti gli strumenti tecnologici per garantire videoconsulti, telemonitoraggio e telemedicina. Ora siamo pronti a ripartire anche per le attività domiciliari e per la gestione della cronicità”.

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