Dal 4 maggio, data che ha sancito l’inizio della Fase 2 in Italia, è stato dato il via libera al servizio d’asporto per bar, ristoranti, pizzerie, gelaterie e pasticcerie. Le attività hanno così ripreso pian piano ad accogliere nuovamente i clienti all’interno dei propri locali, anche se bisognerà aspettare qualche settimana, le previsioni attuali parlano del primo giugno, per la riapertura completa.

Uno stop improvviso che inevitabilmente ha avuto importanti ripercussioni dal punto di vista economica e ha cambiato le abitudini giornaliere degli italiani. “La gente si è disabituata a fare colazione o prendere un caffè nei bar, questo era prioritario e sacro per la sopravvivenza dell’attività – dichiara Michele Fusco, titolare del Caffè Greco in Via Fanelli a Bari -. È diventata una cosa atroce, stiamo soffrendo”.

“Mi sono attrezzato per rispettare i protocolli di sicurezza – afferma -. Ci sono i pannelli in plexiglass per garantire la distanza tra il personale e i clienti e il gel igienizzante all’entrata del bar. Ma facciamo fatica, è una settimana abbondante che non riesco a trovare i guanti. Per non parlare delle famose mascherine a 50 centesimi più IVA che sono introvabili”.

“Siamo agli sgoccioli, ormai è finita. Non abbiamo più speranza. Ho famiglia, due attività e ho dovuto mettere nove persone in cassa integrazione – spiega Fusco -. Non abbiamo più liquidità. Ho ricevuto solo 600 euro ma posso andare avanti così? Ci vorrebbe un fondo perduto per resistere. Dovete aiutarci, dovete darci sostegno. Bisognava fare delle selezioni, alcuni settori non avevano bisogno dei 600 euro. State facendo soffrire tutti coloro che non hanno possibilità di riaprire. Molti non ripartiranno, neppure io so cosa fare. La saracinesca potrebbe chiudersi, mi ritengo oggi un uomo povero”.

Oltre 2mila commercianti si sono riuniti nell’associazione La Formica e l’11 maggio, alle 10, scenderanno in Piazza Libertà per protestare. “Siamo esasperati, qualcuno ci deve ascoltare con il cuore – conclude -. Non siamo numeri, siamo persone. Abbiamo famiglie chiediamo solo di proseguire le nostre vite e continuare a lavorare. Si fatica a dormire la notte, c’è chi pensa anche a gesti estremi”.

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