Per Claudio Forte, gestore del bar della stazione di servizio Q8 in via Sangiorgi, non c’è pace. La determinazione degli ultimi anni si è trasformata in disperazione. “Sono pessimista di natura, ma adesso davvero non vedo nessuna via d’uscita”.

Il barese, salito agli altari della cronaca prima per l’arresto in seguito alla contestazione di una multa a causa del mancato conferimento della raccolta differenziata e dopo per un contenzioso con il corpo della Polizia Locale riguardo l’insegna luminosa, adesso si trova a fare i conti con la profonda crisi economica dovuta all’emergenza sanitaria, come per altri suoi colleghi.

“Dal giorno in cui ho potuto riaprire ho avuto l’80% di perdite. Pensavamo di cavarcela solo con il 50% e invece la situazione è più grave del previsto. La gente – racconta Claudio – ha paura di entrare, nonostante ci siano tutte le misure di sicurezza, e non accetta il fatto che il caffè si può bere solo all’esterno del bar. Ancora peggio se pensiamo alle vendite di panini e pizze. Se prima smerciavamo 35 pucce al giorno, adesso in un giorno ne abbiamo vendute solo 3”.

“Stando al decreto gli imprenditori non possono licenziare per 3 anni, ma fino ad ora non sono arrivati ne i soldi della cassa integrazione per le mie dipendenti ne i 600 euro della partita iva. Senza un aiuto concreto da parte dello Stato e senza una proroga sulle tasse e sui pagamenti – conclude Claudio – sarò costretto a chiudere nel giro di un paio di mesi”.

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