Dopo il ritiro delle pensioni, gli uffici postali sono presi d’assalto per il pagamento delle bollette. Non tutti hanno la possibilità di pagarle online e quindi, nonostante l’emergenza sanitaria dovuta al coronavirus, sono costretti a dirigersi alla Posta più vicina. Proprio per evitare il contagio non è possibile aspettare il proprio turno all’interno, per questo si formano lunghe code.

L’esempio lampante è in viale Einaudi. “La fila è talmente lunga che non si vede l’ufficio postale” commenta uno degli utenti in attesa del proprio turno. “Oggi fa caldo ed è insopportabile aspettare al sole, ma non ci possiamo fare nulla”, aggiunge un’altra barese in coda. “Il problema è che alcuni uffici sono chiusi – sottolinea un utente – se si decidono ad aprirli forse non si creerebbero queste code”.

“La soluzione per evitare questo tipo di assembramenti è posticipare il pagamento di tutte le utenze – sentenzia il segretario della Ugl Antonio Caprio -. Non è possibile che si continui in questo modo. Oggi è una giornata soleggiata, non immagino se ci dovesse essere la pioggia”.

Giuseppe L’Abbate, segretario territoriale Ugl Bari, porta invece l’attenzione sui dipendenti. “Chi è impiegato allo sportello è costretto a usare mascherine monouso per 3 giorni, mentre i portalettere hanno quelle chirurgiche che in realtà dovrebbero essere usate solo per 4 ore, peccato che fanno turni di 8 ore. Per non parlare della sanificazione degli ambienti non fatta in maniera soddisfacente. Poste Italiane ha deciso di tornare all’assetto iniziale dell’apertura degli uffici anche negli orari pomeridiani. Una soluzione – conclude – che crea assembramenti anche tra i dipendenti con l’accavallamento dei turni”.

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