Questa mattina c’è stato il via libera al bando Open D-Bari che ha come obiettivo quello di erogare contributi a fondo perduto destinati alle attività commerciali colpite dalla crisi economica a causa del coronavirus. Alle ore 17.30 di oggi sono stati 9.300 i visitatori, 1.366 le domande già approvate, 254 le istanze respinte.

C’è chi ha avanzato qualche critica di troppo per il mal funzionamento del sistema, alcuni commercianti, tra cui fotografi, orologiai ed orafi, invece hanno riscontrato con sorpresa che i loro codici Ateco non rientravano nelle categorie del bando.

Abbiamo scelto la categoria degli orafi per dar voce agli “esclusi” e così ci siamo recati in Via Beatillo, vista la presenza di tre storiche botteghe affiancate. Dopo essere rimasti chiusi fino al 4 maggio, sono tornati a lavorare con regolarità effettivamente solo dal 18 maggio, dopo il libera tutti concesso dal Governo.

Nel periodo di inattività gli unici contributi ricevuti sono stati i 600 euro che tutti i commercianti hanno ricevuto, tra cui anche chi è rimasto aperto durante il lockdown. L’esclusione al bando Open sarebbe proprio da attribuire ad un altro eventuale bonus economico che sarebbe stato riconosciuto agli orafi, come si legge nell’email che trovate a fine articolo. Soldi però mai ricevuti.

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