L’Associazione Comitato Tecnico Scientifico O.S.S. Puglia ha scritto al presidente Giuseppe Conte e al governatore Michele Emiliano una lettera in cui viene ricordata l’attività che gli operatori socio sanitari svolgono sul territorio per assistere le fasce più deboli. In prima linea anche durante l’emergenza sanitaria, ma non tutelati.

“L’OSS svolge la sua attività in collaborazione con altri operatori professionali in equipe multidisciplinare, nella quale ognuno svolge in autonomia le proprie competenze. E si rapporta con ogni tipologia di utente in una relazione empatica di aiuto. Quindi Presidente Conte – scrivono – noi siamo impegnati in prima linea nell’emergenza Covid, tanto quanto gli altri operatori sanitari”.

“Noi – continua l’associazione – lo gridiamo a gran voce e glielo ricorderemo, dopo questa emergenza, che tanti OSS si sono contagiati e hanno perso la vita per la carenza dei dispositivi di protezione individuale (DPI) e perché non è stato garantito lo svolgimento sistematico di tamponi. Non sono stati supportati con un sostegno psicologico anche se sono stati faccia a faccia con la morte e con le famiglie dei deceduti e costretti a fare la quarantena in casa (perché impossibilitati di sostenere aggiuntive spese di alloggio) con possibilità di contagio di altri membri della famiglia”.

“Le ricorderemo – aggiungono – che non c è nessuna casualità fra lo svolgimento della nostra attività e il contagio da coronavirus sul luogo di lavoro perché un operatore che svolge il suo lavoro senza DPI non può aver contratto il virus a casa sua”.

“Presidente Conte – ricordano – oramai sono quasi venti anni che la nostra figura ha visto la luce, ma in tutti questi anni, poco o niente, è cambiato. Ancora nelle varie strutture pubbliche e private, in cui lavoriamo, c’è sempre una profonda carenza di personale OSS, a discapito del personale in servizio, degli infermieri perché demansionati e, cosa ancor più grave, a discapito dell’ospite/paziente, al quale c’è sempre poco tempo da dedicare e, il minutaggio non dipende certo da noi”.

“Sono stati formati tanti Operatori Socio Sanitari, ma in questo periodo di emergenza, risalta in modo eclatante la carenza di questa figura che accanto all’infermiere e al medico, si prende cura del paziente Covid”.

“Noi come C.T.S. OSS Puglia siamo stati promotori e abbiamo fatto approvare una legge sull’Elenco OSS e degli Enti di formazione accreditati (che però non è ancora attivo), come già fatto dai nostri colleghi in Liguria e Sicilia, ed è stata presentata anche in Piemonte, Lombardia, Lazio ed Emilia Romagna. Da questo elenco – continua l’associazione – si sarebbe potuto attingere OSS con attestato di qualifica certificato, in modo diretto per emergenza”.

“Presidente Conte, dopo questa emergenza, la carenza di personale OSS diventerà ancora
più grande, con la ripresa di tutte le attività assistenziali e sanitarie sul territorio, che ora
sono più contenute o sospese, e nelle strutture. Quindi dovrà ricordarsi di noi e oltre a dare
il via ad un grande piano di assunzioni, gli OSS hanno diritto di passare nell’Area SocioSanitaria come da Dlgs Lorenzin 03/2018, che è rimasto inattuato in mancanza di decreti attuativi. Questo – aggiunge – sarebbe un riconoscimento per la categoria perché passerebbe in un ambito remunerativo superiore rispetto a quello attuale, si rivedrebbe una formazione uniforme su tutto il territorio nazionale, ci sarebbe l’istituzione di una organizzazione nazionale e territoriale capace di offrire garanzie al cittadino e che detenga “elenchi specifici” a cui l’OSS deve essere iscritto per poter esercitare, tutto questo a tutela dell’assistito e anche dell’Operatore Socio Sanitario”.

“In questo momento in cui la Patria ci chiama, noi siamo in prima fila a combattere
questa guerra. Dopo questa emergenza – conclude – non vogliamo medaglie, ma soltanto che la nostra categoria venga, finalmente, riconosciuta!

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