In prima linea nella lotta al coronavirus privi di contratti di lavoro e in servizio H24. Senza materiale protettivo idoneo. Con un rimborso di soli 700 euro al mese. Autisti e soccorritori del 118, assunti dalle associazioni di volontariato, mettono ogni giorno al rischio la propria salute e quella degli altri, per pochi spiccioli, buoni pasto e carburante.

Alcuni soccorritori stanno man mano chiedendo alle loro associazioni di non fare più turni al 118 perché privi di assicurazioni e tutele, in alcuni casi nemmeno la citazione nei commenti in cui medici, infermieri e altri sanitari vengono chiamati eroi.

“Nessuna tutela nei confronti di questi instancabili lavoratori che operano senza le tutele in materia di sicurezza – afferma il Segretario Provinciale della confederazione UGL Antonio Caprio -. Ancor più in questo momento delicato per l’emergenza sanitaria del coronavirus, sono impegnati in prima linea con mascherine non idonee, tute non a norma e calzari uso piscina”.

“Naturalmente sprovvisti di dpi rischiano di diventare i veri untori – conclude il Segretario Provinciale UGL -. Questi ragazzi stanno vivendo un dramma vero e proprio abbandonati da tutti. Noi della UGL chiediamo che quando tutto sia finito che venga riconosciuta la dignità a questi ragazzi che operano in prima linea per salvare tante vite umane”.

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