Quanti sono i vigili contagiati dal coronavirus a Bari? Quanti sono stati sottoposti a tampone o lo saranno nei prossimi giorni? Quanti uomini e donne in divisa sono in quarantena? Perché i dipendenti della Polizia Locale non sono stati informati tempestivamente del contagio del collega, tra l’altro marito di un’altra donna risultata positiva al coronavirus?

All’interno della Polzia Locale di Bari non circola nessuna informazione ufficiale. Ognuno prova a sapere informazioni per via traverse, utilizzando i propri canali. Ieri sera, dopo la pubblicazione dell’articolo in cui annunciavamo la positività del vigile urbano, un collega scriveva alla redazione: “Salve direttore, ho visto l’articolo, sono scioccato. Sa perché? Nonostante abbia lavorato ieri mattina, aprendo il fatto da un articolo in tarda serata senza sapere ancora chi sia il collega. È uno scempio. Nessuna notizia da parte di chi dovrebbe informarci”.

Continuiamo a non capire come mai si gestisca nel massimo silenzio questa epidemia. Ora che l’organico della Polizia Locale è dimezzato per ordine del Governo, non si comprende perché non si riferisca chiaramente agli uomini e alle donne in divisa in modo che ognuno possa prendere i provvedimenti personali necessari alla tutela della propria salute, oltre alle misure incluse nei protocolli.

Nei giorni scorsi i sindacati hanno chiesto maggiore tutela per i propri iscritti. Un appello valido a maggior ragione ora che il coronavirus è ufficialmente entrato – seppure alla chetichella – nel Comando della Polizia Locale di Bari.

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