L’economia è in crisi a causa del coronavirus. Ristoranti, bar, parrucchieri e altre attività commerciali sono chiusi da oltre un mese come da decreto governativo. Nonostante non ci siano guadagni le spese si accumulano e gli imprenditori non sanno come fare per rimettersi in carreggiata quando i punti vendita potranno riaprire.

Dello stesso avviso è Carlo Ranieri, da oltre 30 anni nel settore della ristorazione e proprietario de Le Veronique. “Ad oggi stiamo vivendo un problema sanitario, economico e sociale che non ha precedenti. Capisco che lo Stato oggi ha serie difficoltà, ma ristorazione, pub, parrucchieri o altri commerci a dettaglio alla riapertura si troveranno con spazi ridotti del 70%”.

“Io ho tre punti vendita – spiega Ranieri – e sono già sicuro che uno non potrò riaprirlo perché lo spazio all’interno è ridotto. Se prima avevo 50/60 posti a sedere, con le nuove direttive si ridurranno a 10/15 coperti e quindi sia per il personale che per i costi non riuscirei a rientrare nelle spese. Questo significa che diversi collaboratori saranno anche loro fermi. Anche se saranno attivi gli altri locali, con un terzo dei coperti attivi, la ripartenza sarà data dalla volontà dei clienti, se avranno voglia o potranno pranzare e cenare fuori”.

“Rispetto agli altri Paesi, dove si è pensato subito a come tutelare imprenditori e dipendenti, qui in Italia questo non è stato possibile – sottolinea -. Per i dipendenti si è trovato un ammortizzatore come la cassa in deroga, ma noi imprenditori non sappiamo come lavoreremo e nel frattempo stiamo accumulando debiti”.

“Sarebbe giusto – conclude Ranieri – da parte del Governo chiedere ai proprietari dei locali commerciali di sospendere momentaneamente gli affitti fino a quando non ripartiremo e di creare un piano di rientro per riuscire a pagare i debiti fino a quel momento colmati”.

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