L’andirivieni dalle postazioni di Triggiano, Gravina e Santeramo è costante. L’auto opportunamente attrezzata dell’associazione GVV (Gruppo Volontari Valenzano), che gestisce le tre postazioni del 118, interviene per sanificare le ambulanze dopo ogni trasporto di positivi al coronavirus o solo sospetti. A sentire gli operatori, la sanificazione sarebbe persino più efficace di quella predisposta dalla Asl Bari nella sede del Coordinamento 118, a Noicattaro.

A convincere l’associazione GVV a sanificare in proprio le ambulanze e decontaminare gli operatori è stato l’ultimo turno presso la postazione di Gravina effettuato Francesco Papappicco, il medico del 118 e sindacalista che da settimane sta provando a dare suggerimenti per migliorare la gestione dell’emergenza. Una decisione presa in accordo con il presidente, il direttivo e i volontari dell’associazione GVV.

Ma come funziona? “Dopo ogni intervento su sospetti casi covid – spiega Papappicco – gli equipaggi comunicano alla centrale operativa il periodo di stand by e nel minor tempo possibile, comunque congruo alla procedura, le ambulanze e il personale tornano operativi sul territorio”. Il vantaggio è in termini di efficienza e durata dell’intervento sarebbe notevole.

“Tempi ridotti di inoperativitá, maggior sicurezza per equipaggi e pazienti, nessun rischio di danni alle apparecchiature elettromedicali”, aggiunge Papappicco. In sostanza, il veicolo tecnico attrezzato raggiunge le tre postazioni 118 di Triggiano, Gravina e Santeramo per effettuare la bonifica attraverso prodotti per la sanificazione e un apparecchiatura specifica. “Al momento – aggiunge il medico -, nella postazione di Gravina disponiamo di un solo kit composto da 4 tute da imbianchino, camici azzurri in tnt, mascherine ma non FFP3 e occhiali. Non abbiamo calzari e nastro adesivo per sigillare tute e camici. Le richieste di materiale sono rimaste inevase. I rifornimenti bloccati. Quanto si può reggere in queste condizioni?”.

Nessuno può rispondere alla domanda, soprattutto perché è tutto lasciato alla decisione dei capi equipaggio. La notte scorsa, per esempio, ben due medici hanno rifiutato di intervenire, a quanto pare proprio perché sprovvisti dei dispositivi di protezione individuale. “L’unico modo per continuare a soccorrere la gente è quello di arrangiarsi con le buste della spazzatura e con la bonifica fai da te di personale e mezzi – incalza Papappicco -, grazie alle iniziative individuali o delle associazioni in convenzione”.

La GVV non è stata l’unica a lamentarsi dell’organizzazione immaginata dalla Asl per la sanificazione dei mezzi, spesso in coda nell’attesa che gli operatori della Sanitaservice provvedano. È il caso della Sercorato. Il presidente, Fedele Tarantini, ha scritto una lettera per denunciare le lungaggini dei tempi e quindi la volontà di provvedere in autonomia. Lo stesso Papappicco, al termine di un recente intervento, aveva ringraziato l’associazione Sermolfetta per aver provveduto a una efficace sanificazione fai da te del personale e dell’ambulanza al termine di un trasporto a Giovinazzo.

“Ringrazio tutti i volontari che in questo periodo pandemico così rischioso per tutti gli operatori sanitari e del soccorso territoriale si prodigano in ogni modo per garantire il servizio – precisa Papappicco -. Non biasimo la decisione di chi, non sentendosi sufficientemente protetto, ha optato responsabilmente di mettere al sicuro bambini, parenti e famiglie, rendendosi temporaneamente indisponibile a coprire turni. Chiunque può comprendere la formula del rischio legata a due fattori: frequenza per magnitudo. Sono giunto alla conclusione che in questo momento e in queste condizioni, al di là delle valutazioni degli esperti e delle disposizioni che ci piovono dall’alto, il pericolo rimanga altissimo. Postazioni 118, pronto soccorsi, interi reparti ospedalieri chiusi e sanitari contagiati, ammalati o deceduti ne sono la dimostrazione inequivocabile”.

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