Non è la prima volta che un medico, un infermiere o un soccorritore del 118 Barese si lasci andare a commenti sulla opinabile gestione dell’emergenza coronavirus. Questa volta, però, il linguaggio adoperato e le responsabilità individuate nel presunto disservizio segnalato in un post su Facebook è stato giudicato inappropriato.

A scrivere è un soccorritore volontario dell’associazione Operatori Emergenza Radio di Bari, chiamata a intervenire dalla Centrale Operativa del 118. “Si è trattato senza dubbio di un atteggiamento fuori luogo in una situazione come questa – spiega Giuseppe Mercoledisanto, presidente O.E.R. -. Prendiamo le distanze dalle personali dichiarazioni del soccorritore al quale sarà combinata una sospensione di 15 giorni dal contributo economico percepito per i turni sulle ambulanze del 118. Resta tuttavia un reale problema di approvvigionamento dei dispositivi di protezione individuale e nella loro gestione. In questo momento nessuno di noi deve puntare il dito contro o questo ingranaggio del sistema, ma rimboccarsi le maniche per trovare una soluzione”.

Mercoledisanto risponde anche sulla polemica relativa all’adeguatezza delle protezioni. “Sono un tecnico della prevenzione – aggiunge – posso dire che i copri scarpa da piscina, opportunamente saldati alle tute con lo scotch rappresentano in ogni caso una protezione. Come O.E.R. abbiamo proposto di mettere a disposizione un Punto medico avanzato per la sanificazione degli uomini e dei mezzi in supporto a quanto previsto dal Coordinamento 118. Arriverà il tempo delle polemiche, ma ora è senza dubbio quello di remare tutti verso la stessa meta”.

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