“La chiusura di tutti i nostri centri fitness non è stata una nostra scelta ma ci è stata imposta dal Governo per salvaguardare la salute di tutti noi. I giorni di chiusura delle palestre verranno aggiunti in coda al tuo abbonamento in modo tale che tu non subisca alcun danno. Per questo motivo non è possibile accedere all’area self e richiedere sospensioni degli abbonamenti”. Questa è parte della mail arrivata a tutti gli abbonati McFit in merito alla chiusura di tutti i centri a causa dell’epidemia da Coronavirus.

Prima che scoppiasse l’emergenza sanitaria la McFit, come da contratto, dava la possibilità di sospendere l’abbonamento mese per mese evitando così il bonifico da parte del socio. Questo però non è più possibile. Se prima accedendo dall’Area Self ogni utente poteva sospendere a suo piacimento l’abbonamento, senza incorrere in penali, e facendo slittare la scadenza del contratto, adesso questa operazione non è più possibile.

Nonostante la chiusura delle palestre, stando al dcpm del 10 marzo 2020, l’azienda tedesca ha continuato a prelevare le quote mensili. In sostanza gli abbonati si sono visti togliere i soldi pur non potendo usufruire del servizio. La McFit però, in risposta a quelle che potevano essere le lamentele degli utenti, ha messo a disposizione per tre mesi l’App CYBEROBICS.

In un periodo in cui la maggior parte delle persone è stata messa in cassa integrazione o peggio non percepisce stipendio perché liberi professionisti, i 24 euro dell’abbonamento incidono sicuramente sul fabbisogno mensile.

Sono innumerevoli i reclami arrivati al centro assistenza, via pec o raccomandata, ma fino ad ora nessuno ha ricevuto risposta. Gli uffici sono chiusi e quindi le lettere tornano indietro e nessuno legge le mail inviate. Nel frattempo in molti, per evitare il prelievo, hanno chiesto il blocco degli addebiti sui propri conti corrente.

Per capire il da farsi è nato un gruppo su Facebook, “Segnalazione/Denuncia abusi da McFit” nel quale gli abbonati stanno cercando un modo per farsi riavere i soldi sottratti, altri per chiedere la rescissione del contratto visto che alcuni punti dello stesso non sono stati rispettati proprio dall’azienda tedesca.

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