La riduzione a numeri dei casi di coronavirus sta creando non pochi disguidi comunicativi. Si è pensato a lungo che il caso positivo di una insegnante dell’istituto Margherita di Bari fosse diverso da quello di Adelfia. In realtà l’insegnante e la donna di Adelfia sono la stessa persona. Dopo il cortocircuito, dettato anche dalla pochezza di informazioni diffuse alla stampa, ma soprattutto ai sindaci, è la stessa insegnante a scrivere su facebook, ritenendo doverose alcune precisazioni.

“Al fine di porre un freno a voci incontrollate e spesso fantasiose che girano da ieri senza sapere i fatti reali – scrive – desidero informare tutti voi che io ho preso le giuste misure di prevenzione. Appena rientrata dalla Lombardia il giorno 23/02/2020, ho fatto il mio dovere da cittadina onesta e precisa di chiamare il mio medico di famiglia, di avvertire la ASL chiedendo come mi dovevo comportare e ho espresso più e più volte il mio voler mettermi in quarantena. La ASL mi ha risposto dicendomi che la città in cui ho soggiornato, Brescia, non era zona rossa bensì gialla e pertanto non mi dovevo mettere in quarantena e potevo condurre la mia vita. Per chi mi conosce e chi ha avuto il piacere di conoscermi, sa benissimo che sono una ragazza corretta, scrupolosa ed onesta. I medici della ASL mi hanno messa in quarantena solo da domenica 08/03/2020 dopo aver avuto l’esito e sono in fase di guarigione. La presente comunicazione è dovuta anche nel rispetto di chi è venuto in contatto con me che valuterà i provvedimenti da intraprendere per tutelarsi”.

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