Un intreccio degno di un bel thriller, questa è la storia del primo caso positivo al coronavirus registrato in un piccolo centro del Barese. La paziente lavora al Don Guanella, la casa di riposo barese con un alto numero di contagiati tra gli anziani ospiti e il personale.

La donna, però, è anche soccorritrice sull’ambulanza 118 della postazione di Palo del Colle. Ecco spiegato il motivo per cui, per il momento solo un infermiere di quella postazione è stato messo in malattia (isolamento fiduciario), in attesa di essere sottoposto al tampone. La postazione è stata temporaneamente chiusa per consentire la sanificazione.

Ricostruendo la vicenda, abbiamo scoperto che la soccorritrice (dipendente del Don Guanella) e l’infermiere del 118 di Palo, hanno lavorato insieme il 18 marzo. Già in quella data pare che la donna avesse comunicato di essere entrata a contato con un ospite del Don Guanella affetto da polmonite, trasportato al pronto soccorso del Policlinico. L’anziano  risultò positivo al tampone due giorni dopo e intorno al 23 marzo, la soccorritrice aveva a sua volta avuto i sintomi del coronavirus.

Il caso sospetto è diventato ufficiale dopo l’esito del tampone. Resta da chiedersi a cosa serva sanificare oggi, giorni dopo che la soccorritrice del 118 positiva può aver contagiato gli ambienti e gli altri colleghi ai quali, però, per il momento hanno fatto sapere che per il momento non dovranno sottoposti al tampone, almeno fino all’esito del test programmato per l’infermiere della postazione. Senza contare che i protagonisti della vicenda, a loro insaputa, potrebbero essere stati veicolo di contagio. Da salvatori a untori in questo caos il passo è breve.

 

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