“Vi faccio una comunicazione alquanto pesante. Riferite, mettete in giro, tabelle o non tabelle, che dai kit non si tolgono le mascherine che vi stiamo fornendo e tutto quello che cazzo volete e vi assicuro che tra un poco non avrete più un tubo, perché non c’è più niente e non ci forniscono più niente. Molto probabilmente l’Amministrazione sta decidendo, visto che c’è un consumo enorme, di mandare controlli a domicilio del personale per vedere che cazzo di fine fanno le mascherine, anche perché sono tutte codificate, hanno il collo di partenza, hanno un lotto e quindi si sa che sono state assegnate al 118. Dite ai colleghi, ai soccorritori, a parenti e amici che se vengono pizzicati con mascherine che solo noi abbiamo, qualcuno passa i guai seriamente. Non vi stiamo facendo mancare niente, stiamo dalla mattina alla sera a romperci il culo per voi qua dentro, indipendentemente da ciò che potete pensare. Se volete qualche cosa o se ci sono delle cose da fare o se il materiale è poco è perché il materiale è poco per tutti”. 

Il testo riportato è la riproposizione fedele di un messaggio audio inviato ai colleghi dal responsabile infermieristico del Coordinamento Barese del 118. Un messaggio dettato sicuramente dalla tensione da coronavirus, ma giudicato in ogni caso inaccettabile da medici, infermieri e soccorritori che ogni giorno sono in prima linea in questa emergenza.

Dopo la denuncia dei sindacati, il Coordinamento aveva scritto di assicurare le forniture di dispositivi di protezione. Evidentemente non ancora abbastanza se si considera che ulteriori comunicazioni di Cgil, Cse, Ugl, Fsi ed altri, hanno fatto saltare i nervi fino a spingere alla diffusione di un simile messaggio. Le dichiarazioni di Francesco Papappicco non erano poi così sterili come scritto dal coordinatore del 118 Antonio Dibello in una lettera inviata a tutto il personale per assicurare la fornitura dei dispositivi.

Il messaggio inviato oggi rivela un’altra sconvolgente verità, la stessa annunciata dal primario di un comparto del Policlinico di Bari: guanti e mascherine scarseggiano. Certo, ci piacerebbe sapere quali sarebbero le prove secondo cui il personale del 118 farebbe sparire i dispositivi di protezione al punto da pensare a controlli domiciliari nelle loro abitazioni e minacce di pesanti conseguenze.

Il responsabile degli infermieri dice di farsi il culo. In questo particolare momento storico se lo stanno facendo tutti un mazzo quadrato, con l’unica differenza che alcuni restano seduti a una scrivania e altri restano in trincea esposti agli eventi. La certezza è che i dispositivi sono pochi e anche alle postazioni 118 non ne hanno a sufficienza.

Le mascherine in dotazione vengono usate anche per più interventi, a volte le si indossano più per dare l’esempio che per la loro efficacia. Scarseggiano sapone e disinfettanti adeguati. Molte delle richieste avanzate al Coordinamento spesso vengono ignorate e a quanto pare perché l’Amministrazione non ne fornisce in numero sufficiente. Almeno a sentire l’audio inviato agli infermieri. Amministrazione convinta che i dispositivi vengano rubati o “sprecati”.

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