Non è facile restare a casa. Chiusi nelle quattro mura domestiche senza poter fare una passeggiata e senza poter abbracciare parenti e amici che ai tempi del coronavirus si possono raggiungere solo grazie alla tecnologia. Uno sforzo grandissimo, ma doveroso per sconfiggere questo male invisibile. Restare a casa è opprimente per tutti, ma soprattutto per bambini e ragazzi affetti da autismo.

Tutti gli sforzi fatti finora, per rendere la vita più normale possibile, sono stati vanificati in questi giorni. “Mia figlia ha iniziato ad autolesionarsi. Per lei uscire è fondamentale, ma nonostante la certificazione del medico abbiamo paura che non sia possibile farlo”. A parlare è Claudio, un papà preoccupato per la sua piccola di 4 anni.

“Ho saputo che il sindaco di Treviso ha concesso le passeggiate e i giri in bici alle famiglie con figli autistici. Per questo motivo – incalza il papà – ho scritto al primo cittadino, Antonio Decaro, per sapere se anche qui a Bari fosse possibile farlo, senza incorrere in ammende e multe”.

“Fino ad ora – continua Claudio – non ho ricevuto alcuna risposta e mia figlia, dopo i progressi fatti grazie al duro lavoro degli specialisti, peggiora di giorno in giorno. Vorrei tanto portarla al parco giochi dietro casa, ma non essendo stata effettuata nessuna sanificazione, ho paura. Già per noi mascherine e guanti sono fastidiosi, figuriamoci per una bambina di 4 anni affetta da autismo”.

“Parlo per tutti i genitori che in questi giorni vedono i loro figli aggravarsi, vogliamo un aiuto dalle istituzioni – conclude – . Non basta portarli sul balcone, hanno bisogno di uscire. Vi prego non lasciateci soli”.

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