Uffici postali presi d’assalto. In questi giorni di emergenza sanitaria da Coronavirus si dovrebbe uscire solo per necessità impellenti, come specificato dal DPCM. Molti però pensano che per aggirare il sistema basti scrivere sull’autocertificazione di doversi recare agli uffici postali per pagare le bollette o ritirare una raccomandata. In realtà, come denunciato da alcuni dipendenti di Poste Italiane, la maggior parte delle operazioni riguardano il pagamento delle offerte o la spedizione di biglietti di auguri.

Oltre alle interminabili file che si creano fuori dagli uffici postali, c’è anche il problema dei portalettere. Stando a quanto riferito da molti cittadini, per evitare di entrare in contatto con altre persone, i portalettere pare che lascino gli avvisi nelle cassette della posta dichiarando non ci sia nessuno in casa, cosa impossibile visto il decreto. Facendo così molti decidono di uscire di casa per recarsi in Posta, nonostante per le raccomandate ci sia una giacenza di 30 giorni.

In realtà, in base al decreto di legge, durante l’emergenza sanitaria il portalettere è autorizzato a lasciare la corrispondenza raccomandata senza apposizione della firma del destinatario. Può lasciare avviso solo se si tratta di raccomandata in contrassegno come per esempio la raccomandata per la consegna della patente.

In alcuni comuni, come Altamura, per evitare l’assalto agli uffici postali, sono stati realizzati dei volantini in cui vengono invitati i cittadini a non recarsi in Posta per operazioni poco importanti, ma di dirigersi solo se è strettamente necessario.

Cosa che invece a Bari pare non sia stata fatta. Per far rispettare le norme del decreto le Forze dell’Ordine sono appostate fuori dagli uffici, mentre le code, soprattutto di mattina, diventano sempre più lunghe superando a volte quelle che si creano fuori dai supermercati.

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