Nel corso degli anni, cercando di farvi capire da dove nascono i problemi di gestione del 118, abbiamo più volte tentato di spiegarvi che nel Barese succede una cosa più unica che rara. La Centrale operativa del 118 fa capo all’Azienda Policlinico e ha sede proprio all’interno del quartiere ospedaliero. il Coordimanento, invece, trasferito da Triggiano a Noicattaro, fa capo alla Asl Bari. Due aziende diverse, spesso con linee di intervento divergenti fra loro.

Senza contare le questione relativa ai medici del 118, non assunti ma convenzionati. Due temi venuti a galla nuovamente nell’emergenza coronavirus, che vi riproponiamo pubblicando la lettera arrivata in redazione da uno di loro.

LETTERA DEL MEDICO 118 CONVENZIONATO – Vorrei che tutti sapessero che i Medici del 118 sono convenzionati. Vale a dire che, se si ammalano o risultano positivi, il loro stipendio, fortemente decurtato perché privo di indennità di rischio, si riceve a 90 giorni dalla chiusura della malattia tramite assicurazione.

Lo stesso vale per l’infortunio. La quarantena, o peggio la malattia, significa stare senza stipendio per almeno due mesi. Quindi, oltre la paura per il contagio, proprio e della famiglia e della popolazione (senza la protezione dei dpi siamo i maggiori diffusori del coronavirus), dobbiamo ricevere denunce per omissione di soccorso. Vorrei che fosse chiaro ed inequivocabile: noi abbiamo l’attitudine, la capacità e la Volontà di soccorrere, in prima linea, dateci solo la possibilità di lavorare in sicurezza.

Questa situazione estrema ha slatentizzato oltre alle carenze contrattuali dei Medici del 118, che non hanno alcuna tutela, l’assurdità di una gestione dell’emergenza territoriale da parte di un’altra Azienda (parlo della Centrale operativa di Bari e BAT) che non condivide protocolli e linee guida con la ASL Bari. Bisogna che si sappia che mezzi, personale e risorse sono della ASL Bari e la gestione, invece, appartiene ad un’altra Azienda Sanitaria.

Dirigenti in rotta di collisione tra loro che letteralmente schiacciano il personale sanitario e di volontariato in una morsa di incompetenza, impreparazione e, peggio ancora di assenza. Noi ci stiamo autotassando per acquistare sapone per le mani, disinfettanti (che scarseggiano) e carta asciugamani.

Molti di noi quando vanno a casa di questi anziani pazienti, rivedono un padre, una madre, una nonna e si perdono nei loro occhi disperati. Non li possiamo lasciare soli, sono i nostri affetti, ma stiamo iniziando a vacillare. 

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