In tempi di coronavirus, zone rosse, misure anti contagio ed emergenza sanitaria globale, tra concorsi sospesi, posticipati o da svolgersi secondo rigorosissime modalità atte a ridurre al minimo ogni possibile rischio per le persone, c’è chi, invece, le pensa tutte per garantire continuità al lavoro, alla crescita e alla formazione delle persone che andranno a infoltire la schiera dei professionisti più ricercati.

“I nostri corsi per diventare sviluppatore non hanno nulla da temere – spiega Davide Neve, cofondatore di Aulab – non si fermano, ma anzi proseguono online, sono fruibili a distanza, col grande vantaggio di poter essere seguiti ovunque ci si trovi e senza dover per forza accusare una battuta d’arresto”. Già, i corsi di Aulab, di cui abbiamo già parlato anche per l’altissimo placement, oltre il 95% di chi si forma grazie alla realtà barese trova lavoro, con punte anche più alte.

“Tutti i ragazzi della HACKademy precedente hanno avuto il posto – racconta con soddisfazione – qualcuno anche prima di finire il corso. Ormai si parla di Silicon Bari, grazie al gruppo che abbiamo fatto con Ernst&Young, il Politecnico e il Club degli Sviluppatori. Ora stiamo lavorando per aprire la nostra prima sede internazionale, a Valencia”.

“Per diventare imprenditore di se stessi – ci dice Claudio Garavelli, docente di Ingegneria Gestionale al Politecnico di Bari – lo dice la parola stessa, bisogna essere molto intraprendenti, avere grande determinazione, grande passione, e poi naturalmente le carte giuste, una dose di fortuna che non guasta. Parliamo di diventare artefici del proprio destino”.

“Le aziende si stanno trasferendo al sud dal nord Europa, stiamo evitando la fuga dei cervelli, un colosso come Ernst&Young qui a Bari passa da 50 a 500 persone, e anche più, ormai al sud abbiamo tutto, anche il lavoro. Il 16 marzo parte il nuovo corso, a breve ne parte uno per sole donne; il personale femminile è molto ricercato”.

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